Covid 19, non è vero che il progresso ci ha resi più deboli

di Daniele Fulvi * – Con il diffondersi della pandemia di Covid-19, sembra essere tornata in voga l’idea secondo cui il progresso e l’eccessivo sviluppo tecnologico abbiano reso gli esseri umani più deboli e meno adatti a fronteggiare le calamità naturali. Questo fatto, poi, ci renderebbe anche meno inclini a sopportare l’isolamento forzato che il pericolo del virus ci impone. Insomma, il progresso sembra essere arrivato al punto da renderci incapaci di vivere senza le comodità di cui quotidianamente facciamo uso – a vivere cioè “come una volta” – di fatto corrompendo la nostra natura originaria. Tra i più noti sostenitori di tale teoria c’è Umberto Galimberti, il quale ha affermato che “il coronavirus ci insegna che la nostra vita è precaria, fragile e incerta” e che noi occidentali “siamo il popolo più debole della terra perché siamo i più tecnologicamente assistiti”. Infatti, per Galimberti comodità quotidiane quali l’elettricità e l’acqua corrente ci rendono in qualche modo meno forti e più esposti a rischi di ogni tipo. Continua a leggere “Covid 19, non è vero che il progresso ci ha resi più deboli”

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