Coronavirus, giovane in Tso: contatti negati ai familiari

“Sono chiuso nelle mani e nelle braccia”. Queste le prime parole che l’avvocato Lillo Massimiliano Musso si è sentito rispondere al telefono dal suo assistito Dario Musso (che poi è anche suo fratello), costretto da alcuni giorni al ricovero coatto disposto dopo una protesta in strada. Va avanti così una vicenda mai salita agli onori delle cronache mainstream, nonostante ci sia già stata anche un’interrogazione parlamentare.

Ma andiamo con ordine. Lo scorso 2 maggio, il giovane di 33 anni ha inscenato una protesta contro la quarantena dotandosi di un megafono con cui gridare che “non c’è nessuna pandemia” mentre girava in auto per le strade della sua città, Ravanusa (Agrigento). Continua a leggere “Coronavirus, giovane in Tso: contatti negati ai familiari”

Blog su WordPress.com.

Su ↑