“Negazionisti”

È una vecchia e cattiva abitudine italiana quella di etichettate tutto e tutti, senza alcun interesse di confrontarsi con quello che, anche se a volte strumentalizzato, possa essere solo un modo diverso di guardare allo stesso problema.

Partiamo da questo punto di vista, condiviso – e, per carità, anche condivisibile – qualche giorno fa dal giornalista Giampaolo Arduini: tutti i negazionisti, della Covid come della peste nel Manzoni, in realtà incarnano l’estremizzazione della paura il terrore è tale che fa più comodo pensare che il fatto non esista, è un meccanismo ben noto agli psicologi. “Ed è però anche segno della stanchezza delle persone di fronte a una seconda ondata”, prosegue il collega, “all’inizio va bene anche fare l’immane sacrificio del lockdown, ma poi il ripetersi della stessa situazione psicologicamente sconvolge, quando la cosa sembrava finita è ripartita”.

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