Last Tango, geometrie improbabili della notte

La notte che ci avvolge, la notte che ci accoglie, la notte che ci attira e che ci spaventa. La notte dalle geometrie improbabili, la notte dove tante cose sono possibili, nel che ci fa paura, ma che è l’unico posto in cui in cui riconosciamo quei piccoli angoli di luce che ci permettono di guardare avanti, guardare oltre.

“Last Tango” parla di questo. Una canzone concepita a  a fine anni Novanta da Fabrizio Dell’Isola e Fabio Iuliano ma solo di recente elaborata con un arrangiamento originale dagli Yawp e lanciata sugli store digitali insieme a un videoclip ideato da Antonello Del Coco e prodotto da Morra! 

Lo scorso anno, durante il lockdown, gli Yawp avevano appena fatto girare un arrangiamento incompleto, a causa delle misure di sicurezza che avevano determinato la chiusura degli studi di registrazione. 

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A Matter of the Mind

Dopo quasi 30 anni, il portale Pearljamonline.it ha trovato gli audio sample utilizzati da Eddie Vedder in Hey Foxymophandlemama, That’s Me, il brano più sperimentale dei Pearl Jam.

Hey Foxymophandlemama, That’s Me, nota anche come Stupid Mop, è la quattordicesima canzone del terzo album dei Pearl Jam, Vitalogy, registrata dal gruppo con Jack Irons e composta utilizzando samples di voci di persone ricoverate in ospedali psichiatrici.

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“To be or not to be a genious”

di Giuseppe Tomei * – “Shakespeare era un genio!”

Una delle frasi più abusate nel mondo della cultura e dello spettacolo da secoli a questa parte, anche da chi le opere del bardo nato e morto a Stratford-upon-Avon non le ha mai lette o, peggio ancora!, non ha mai assistito a un loro degna rappresentazione a teatro.

Questo il destino di una delle più grandi personalità della letteratura di ogni tempo e di ogni paese nonché, ad uno sguardo storico più ravvicinato,  uno degli esponenti principali del rinascimento inglese. Continua a leggere ““To be or not to be a genious””

Disturbo bipolare, anche Springsteen ha il blues

Trent’ anni fa, mentre cercava di finire il capolavoro “Nebraska”, Bruce Springsteen una notte saltò in macchina e guidò come un pazzo dal suo New Jersey, in direzione California. Ma quando arrivò, dall’altra parte dell’ America tornò subito indietro. «Pensava di uccidersi» racconta Dane Marsh, il biografo e amico. Ammazzarsi per la depressione. Trent’ anni dopo, la depressione non è passata. Continua a leggere “Disturbo bipolare, anche Springsteen ha il blues”

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