Beati gli inquieti, il romanzo-reportage di Redaelli

Si può costruire sul deserto? Si può abitare la follia per definirne le geometrie? Quella stessa follia che Stefano Redaelli ha scelto di guardare da vicino. Professore di Letteratura italiana alla facoltà di “Artes Liberales” dell’Università di Varsavia, esce in libreria con Beati gli inquieti. Un libro che arriva dopo un lungo trascorso all’interno di una struttura psichiatrica di Lanciano, in Abruzzo, con il proposito di riuscire a raccontare senza filtri la vita degli ospiti che ha conosciuto, la follia nella sua immediatezza e spontaneità.

Un avvincente romanzo-reportage, dove realtà e finzione si incontrano a restituire un’immagine verosimile delle strutture di cura, che ancora oggi sembrano accogliere qualche “matto” solo per dare alle persone fuori l’impressione di essere sane. Anche i nomi di persone e luoghi sono alterati, ma la trama non si allontana molto da quello che è successo nella realtà: Casa delle Farfalle è il nome della struttura psichiatrica a cui Antonio, ricercatore universitario, si rivolge.

Continua a leggere “Beati gli inquieti, il romanzo-reportage di Redaelli”

Ex O.P. – “Nessuno può ritenersi savio”

La Marchesa dice: “I matti ripetono i gesti per riprendersi un’abitudine. Agiscono per moltiplicazione di un gesto, sottraendolo ad altri superflui. Arrivano così alla divisione di se stessi. Alcuni arrivano allo zero: immobili e taciturni. Qualche volta si scuce dalla labbra una parola. Rotola giù sul pavimento e fa un clan clan di poesia”.

Nessuno può ritenersi savio, tutti sono a rischio di follia. Quando si impara a mettersi dalla parte dell’utile è perché si è messo da parte il matto.

Non essere matti è solo una questione di fortuna o di sfortuna. Dipende dal talento che si ha nel raccontarsi ogni giorno una piccola bugia di vita: sono sano, sono presente, mi riconosco.

Continua a leggere “Ex O.P. – “Nessuno può ritenersi savio””

“Il dubbio di essere pazzo”

Afflitto dal dubbio di essere pazzo, volli consigliarmi con un medico circa l’opportunità di sottopormi ad un esame psichiatrico.

«Ma sei pazzo?» mi disse quegli. «Perché vuoi farlo? Sarebbe una pazzia andare a mettersi in bocca al lupo».

«Naturalmente», dissi, «se sono pazzo, niente di strano che commetta delle pazzie».

«Che vuol dire?» esclamò l’altro, ridendo bonariamente. «Anch’io sono pazzo. Ma non lo dico a nessuno. Fossi matto».

«Perché?»

«Ma andiamo, dovrei esser pazzo per rivelare d’esser pazzo. Simulo. Fa’ altrettanto tu e non ti crear problemi». Continua a leggere ““Il dubbio di essere pazzo””

La pandemia nella testa di chi soffre di malattie psichiatriche

Quando i medici hanno provato a spiegargli l’importanza di indossare una mascherina, Massimo gli ha detto di non preoccuparsi troppo per lui: “Come sapete, sono immortale”. Magro, capelli rasati e occhi verdi, Massimo non scherzava.

Ha 34 anni e dal febbraio del 2018 vive a Villa Letizia, una comunità terapeutica convenzionata nel quartiere di Monteverde a Roma. Santo Rullo, lo psichiatra che guida la struttura, gli ha risposto con la stessa serietà. Ha detto a Massimo di capire la sua situazione ma gli ha chiesto di mettersi nei panni degli altri 24 pazienti e in quelli dei dottori, degli infermieri e degli operatori che danno una mano a lui e ai suoi compagni: “Fallo per noi”. Continua a leggere “La pandemia nella testa di chi soffre di malattie psichiatriche”

Solo i pazzi e i solitari possono permettersi di essere se stessi.

I solitari perché non hanno bisogno di piacere a nessuno, i pazzi perché di piacere a qualcuno, non gliene frega niente.

(Charles Bukowski)

Le nostre interviste Borderlive –

“Borderlive- Rock, poesia e improvvisazione all’insegna della rivendicazione del diritto alla follia” di e con Ilenia Volpe e Marco de Annuntiis.

Il primo appuntamento con la nuova stagione di Spazio Rimediato è all’insegna della rock-performance alternativa di qualità in collaborazione con la libreria Polarville.

Testi dissacranti, accordi dissonanti e teatralità estreme si fondono in un concerto-evento per chi non si accontenta della “solita” musica. Rivendicare il diritto alla follia è un diritto e un dovere.

Blog su WordPress.com.

Su ↑