“Il dubbio di essere pazzo”

Afflitto dal dubbio di essere pazzo, volli consigliarmi con un medico circa l’opportunità di sottopormi ad un esame psichiatrico.

«Ma sei pazzo?» mi disse quegli. «Perché vuoi farlo? Sarebbe una pazzia andare a mettersi in bocca al lupo».

«Naturalmente», dissi, «se sono pazzo, niente di strano che commetta delle pazzie».

«Che vuol dire?» esclamò l’altro, ridendo bonariamente. «Anch’io sono pazzo. Ma non lo dico a nessuno. Fossi matto».

«Perché?»

«Ma andiamo, dovrei esser pazzo per rivelare d’esser pazzo. Simulo. Fa’ altrettanto tu e non ti crear problemi». Continua a leggere ““Il dubbio di essere pazzo””

La pandemia nella testa di chi soffre di malattie psichiatriche

Quando i medici hanno provato a spiegargli l’importanza di indossare una mascherina, Massimo gli ha detto di non preoccuparsi troppo per lui: “Come sapete, sono immortale”. Magro, capelli rasati e occhi verdi, Massimo non scherzava.

Ha 34 anni e dal febbraio del 2018 vive a Villa Letizia, una comunità terapeutica convenzionata nel quartiere di Monteverde a Roma. Santo Rullo, lo psichiatra che guida la struttura, gli ha risposto con la stessa serietà. Ha detto a Massimo di capire la sua situazione ma gli ha chiesto di mettersi nei panni degli altri 24 pazienti e in quelli dei dottori, degli infermieri e degli operatori che danno una mano a lui e ai suoi compagni: “Fallo per noi”. Continua a leggere “La pandemia nella testa di chi soffre di malattie psichiatriche”

Solo i pazzi e i solitari possono permettersi di essere se stessi.

I solitari perché non hanno bisogno di piacere a nessuno, i pazzi perché di piacere a qualcuno, non gliene frega niente.

(Charles Bukowski)

Le nostre interviste Borderlive –

“Borderlive- Rock, poesia e improvvisazione all’insegna della rivendicazione del diritto alla follia” di e con Ilenia Volpe e Marco de Annuntiis.

Il primo appuntamento con la nuova stagione di Spazio Rimediato è all’insegna della rock-performance alternativa di qualità in collaborazione con la libreria Polarville.

Testi dissacranti, accordi dissonanti e teatralità estreme si fondono in un concerto-evento per chi non si accontenta della “solita” musica. Rivendicare il diritto alla follia è un diritto e un dovere.

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