Bari, paziente psichiatrico protagonista di violenta aggressione

L’equipaggio del 118 viene allertato dalla centrale operativa intorno alle 11. Al Centro di salute mentale di Triggiano, dove da poco è stata chiusa la Psichiatria, c’è un paziente psichiatrico in evidente stato di agitazione. Dopo un’ora dall’intervento dei soccorritori, sul posto arrivano due pattuglie della Polizia Locale.

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Giovane bipolare in cella perché mancano strutture sanitarie

È in cella ma dovrebbe stare in una struttura di cura visto che è affetto da bipolarismo e, secondo la relazione psichiatrica, è “inadatto al regime carcerario”. Ma i posti nelle Rems – le strutture che hanno sostituito gli ospedali psichiatrici giudiziari chiusi per legge – scarseggiano e in attesa che se ne liberi uno deve restare dietro le sbarre di Rebibbia, con il “rischio che diventi pazzo davvero”. È quanto accade a Giacomo Seydou Sy, il figlio 25enne di Loretta Rossi Stuart e nipote di Kim, l’attore protagonista del film “Romanzo criminale“. A denunciare la situazione è la madre del ragazzo: ”E’ arrivato al culmine. L’ho visto ieri, è una bomba pronta ad esplodereSe ora commette una stupidaggine si rovina la vita per sempre”, ha raccontato all’Adnkronos. Continua a leggere “Giovane bipolare in cella perché mancano strutture sanitarie”

Apparente normalità

Assistiamo sempre più spesso a stragi, eccidi ed episodi di violenza perpetrati da persone apparentemente normali, spesso irreprensibili e ligie al dovere, perfettamente integrate nella società e dalle quali nessuno si sarebbe aspettato certi gesti decisamente folli e assurdi.

E’ il caso di Fausto Filippone, riportato dalle cronache di questi giorni, che ha ucciso la moglie e la figlioletta per poi suicidarsi. Filippone era un affermato e stimato professionista senza apparenti problemi.

Come afferma Massimo Di Giannantonio, direttore del Dipartimento di Salute mentale della Asl di Chieti, e riportato sul quotidiano “il Centro”: “…persona nota per alcuni tratti di rigidità, precisione, obbligo alla perfezione, vulnerabile al giudizio degli altri. …Un fuoco drammatico che covava sotto la cenere… costretto a uno sforzo infinito perché nessuno se ne accorgesse: il primo che non doveva accorgersene era esattamente egli stesso”.

E’ forse colpa del mondo in cui viviamo, di questa estrema importanza dell’apparire, in cui spesso diventa troppo condizionante l’immagine che gli altri ci rimandano di noi stessi?

Voler sembrare normali e impeccabili a tutti i costi non voler ammettere una defaillance, una debolezza, né a se stessi né agli altri, può a volte risultare fatale.

di Stefano Ratini – blog Presente-mente

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