Identificato il gene che regola la schizofrenia

Identificato un gene che agisce come un regolatore principale della schizofrenia durante lo sviluppo del cervello. La scoperta arriva da uno studio dell’Ospedale pediatrico di Filadelfia, negli Stati Uniti, ed è stata pubblicata sulla rivista scientifica Science Advances.

Questo lavoro è uno dei primi esempi riusciti di combinazione di approcci computazionali e modelli sperimentali basati su cellule staminali per districare reti di geni complessi nelle malattie psichiatriche. Secondo i ricercatori statunitensi, i risultati raggiunti possono gettare le basi per trattamenti futuri proprio per la lotta alla schizofrenia. Applicando un algoritmo sviluppato presso la Columbia University, il team di studio ha identificato il gene Tcf4 come un regolatore principale della schizofrenia durante lo sviluppo iniziale del cervello.

Secondo alcuni dati dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), sono circa 24 milioni le persone che nel mondo soffrono di questa patologia. In Italia, invece, sono 245 mila. Sempre secondo l’Oms, circa un terzo dei malati può riprendersi completamente, mentre un altro 30% deve continuare la terapia e comunque ha una riduzione della sfera sociale. Nel restante 30%, invece, la malattia diventa cronica.

Fonte: Repubblica.it

Bari, paziente psichiatrico protagonista di violenta aggressione

L’equipaggio del 118 viene allertato dalla centrale operativa intorno alle 11. Al Centro di salute mentale di Triggiano, dove da poco è stata chiusa la Psichiatria, c’è un paziente psichiatrico in evidente stato di agitazione. Dopo un’ora dall’intervento dei soccorritori, sul posto arrivano due pattuglie della Polizia Locale.

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La nostra goccia, nel segno di Basaglia

Un anno fa, nel giorno del quarantennale della legge Basaglia, decidemmo di lanciare questo blog. Un omaggio – tributo a quella “misura legislativa” di un movimento culturale, sociale e politico che sanciva la chiusura di quei luoghi di contenzione disumani che furono i manicomi, ma che – soprattutto – gettò le basi per un’attenzione diversa ai disturbi mentali. Continua a leggere “La nostra goccia, nel segno di Basaglia”

Lo Spiraglio, la rassegna al MAXXI

Torna da Roma, dal 5 al 7 aprile 2019, al MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo, lo Spiraglio FilmFestival della salute mentale. Giunto alla sua 9a edizione, è nato con l’idea di aprire, grazie al cinema, uno spiraglio sulla mente e di permettere uno sguardo reciproco, fra pubblico, autori, e persone coinvolte in un percorso di cura o di cambiamento, confermando anche quest’anno l’obiettivo di avvicinare più persone possibili alla tematica e di permettere a chi produce audiovisivi, dedicati o ispirati all’argomento, di mettere in evidenza risorse creative e qualità del prodotto.

5 dicembre, si gioca per la salute mentale

5 dicembre 2018, giornata mondiale della salute mentale. A L’Aquila si è svolto un quadrangolare di calcetto anche con ospiti venuti da fuori ed è stata decisamente una bella giornata, rilassante, stimolante e ricca di significato. I ragazzi con problemi psichici si sono affrontati sportivamente e amichevolmente, con molto entusiasmo. Lo sport come antidoto al disagio psichico e come forma di partecipazione edunione nel segno dell’amicizia e di una sana competizione per dare un calcio ai problemi mentali. Nel video di Stefano Ratini gli interventi degli operatori sanitari.

Una nuova alba dentro l’imbrunire

Penso a come stavo bene prima,  a come sono stato bene per tanto tempo pensando di essere guarito, a tutti i programmi di viaggi che avevo, a come tutto è crollato in un momento ma anche a come tutto questo abbia un senso,  forse si, forse bisogna saperlo vedere il senso ma c’è, c’è di sicuro.

“E il mio maestro mi insegnò come è difficile trovare l’alba dentro l’imbrunire.”

Dovevo imparare qualcosa, dovevo capire  che non si può e non si deve cantare vittoria troppo presto,  non ci si può e non ci si deve lasciar portare troppo in alto o lasciarsi troppo andare.

Forse dovevo passare attraverso questa esperienza per capire, per conoscere meglio me stesso e imparare a non concedermi eccezioni alla regola.

di Stefano Ratini

Da “Turno di notte”: le vecchie estati

Quando rimpiangiamo le estati della nostra adolescenza non sono solo gli anni corsi via che inducono alla malinconia. Non sono le cose che facevamo, in quegli anni, che ci mancano, bensì ciò che non facevamo: il vuoto della vacanza, non il pieno dei progetti con cui, alcuni di noi, riempivano i giorni e le settimane di un periodo che ci appariva interminabile. La pura assenza di impegni donava a quelle estati lo splendore della vita nuda, spogliata da intenzioni e, dunque, non esposta alle ferite del rimpianto. Come recuperare quella lontana, dorata innocenza senza ingannare noi stessi sul tempo che ci divide da essa? Svuotando la lista dei buoni (o cattivi) propositi che andiamo compilando in tutto il resto dell’anno. Trascinando i file accumulati sul desktop della nostra vita cosciente verso l’icona del cestino e cliccandovi sopra. Dunque, nessun elenco di libri da leggere o film da vedere; nessuna guida di ristoranti da compulsare come un manuale di sopravvivenza alimentare; e nessuna lista di posti da visitare o mostre da vedere. Non è tracciato su alcuna cartina il sentiero da percorrere per attraversare indenni l’estate, evitando le trappole del rimorso. A guidarci basta e avanza la stella polare che seguivamo da ragazzi: la pura gioia di essere vivi.

di Giuliano Di Tanna – fonte: il Centro

Appena in tempo …

…alcuni di noi volevano assolutamente far nascere una strana ma innovativa iniziativa giornalistica proprio in occasione del 40esimo anno dalla chiusura degli ospedali psichiatrici, vera conquista di cui siamo orgogliosi nel mondo. In questo blog non si parlerà solo di problemi di salute mentale questa è una promessa del comitato di redazione. Certo, il nostro sarà un collettore di “viaggi nella mente”: racconti in prima persona da parte di un uomo o una donna che ha vissuto l’esperienza di una condizione di sofferenza della mente che però non ha impedito loro di essere capaci di vivere una vita degna, soddisfacente e di realizzare desideri e fare sogni come tutti
quanti. Naturalmente, il fatto di vivere in un contesto controverso come quello dell’Aquila, apre degli spunti su dinamiche legate alla ricostruzione post-sisma. Continua a leggere

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