Due anni di Presente-mente

Due anni fa, in occasione del quarantesimo anniversario della legge Basaglia, nasceva presente-mente, la piattaforma libera sulla salute mentale ideata da Stefano Ratini. 

In questi due anni abbiamo dato voce alla profondità del sentire di persone che, soffrendo di un disagio mentale, hanno dimostrato una sensibilità fuori dal comune; uno per tutti il racconto “Nel sogno di Celestino” di Maurizio Pietropaoli.

Abbiamo riportato esperienze di persone che hanno un vissuto di disagio mentale o disturbi psico-affettivi come il pezzo d’esordio del blog Solo la tua testa è più forte della tua testa dello stesso Ratini. 

Abbiamo pubblicato testi e video in cui il tema del disagio mentale si sublima in arte, come i contributi di Giuseppe Tomei sulla follia.

Ci siamo occupati dello stigma sulla malattia mentale e abbiamo fatto anche cronaca quando è risultato urgente e doveroso, come in alcuni casi di TSO poco chiari o “forzati”, con visite sul blog anche di centinaia all’ora.

Siamo sempre aperti alla collaborazione di chiunque voglia dare il suo contributo o comunque dire la sua, sempre nel segno degli insegnamenti di Basaglia, il quale diceva: “visto da vicino nessuno è normale”.

Coronavirus, giovane in Tso: contatti negati ai familiari

“Sono chiuso nelle mani e nelle braccia”. Queste le prime parole che l’avvocato Lillo Massimiliano Musso si è sentito rispondere al telefono dal suo assistito Dario Musso (che poi è anche suo fratello), costretto da alcuni giorni al ricovero coatto disposto dopo una protesta in strada. Va avanti così una vicenda mai salita agli onori delle cronache mainstream, nonostante ci sia già stata anche un’interrogazione parlamentare.

Ma andiamo con ordine. Lo scorso 2 maggio, il giovane di 33 anni ha inscenato una protesta contro la quarantena dotandosi di un megafono con cui gridare che “non c’è nessuna pandemia” mentre girava in auto per le strade della sua città, Ravanusa (Agrigento). Continua a leggere “Coronavirus, giovane in Tso: contatti negati ai familiari”

Coronavirus, la speranza possibile

di Stefano Ventruto * – La speranza è possibile, realizzabile… se si creano i presupposti. Tutti chiamati, e nessuno escluso, ad un nuovo impegno, ad un’ulteriore prova e “non abbassare la guardia”, rappresenta la parola d’ordine da “stampare nella mente” per affrontare, con buon senso, integrità morale, convinzione, determinazione, disciplina, orgoglio e dignità, altruismo, solidarietà… un nuovo percorso che ci vede tutti coinvolti per cooperare in sinergia… per il conseguimento di una giusta causa consona a migliorare la qualità di vita della collettività. Continua a leggere “Coronavirus, la speranza possibile”

Coronavirus, il magistrato: “Controlli e limitazioni alla privacy inaccettabili”

“Vietare gli assembramenti non può includere il divieto di andare a trovare un amico, di uscire a fare una passeggiata con la fidanzata o coniuge alla distanza che si ritiene opportuna. Ci viene vietato di vivere una vita di relazioni, con un controllo sulla privacy individuale inaccettabile”. Continua a leggere “Coronavirus, il magistrato: “Controlli e limitazioni alla privacy inaccettabili””

“To be or not to be a genious”

di Giuseppe Tomei * – “Shakespeare era un genio!”

Una delle frasi più abusate nel mondo della cultura e dello spettacolo da secoli a questa parte, anche da chi le opere del bardo nato e morto a Stratford-upon-Avon non le ha mai lette o, peggio ancora!, non ha mai assistito a un loro degna rappresentazione a teatro.

Questo il destino di una delle più grandi personalità della letteratura di ogni tempo e di ogni paese nonché, ad uno sguardo storico più ravvicinato,  uno degli esponenti principali del rinascimento inglese. Continua a leggere ““To be or not to be a genious””

Cogliamo questo tempo per garantire a tutti i bambini l’accesso all’istruzione

di Francesco Barone*  – L’attuale epidemia non solo non ci consente di uscire, ma sta impedendo a tanti bambini di “entrare” a scuola e accedere all’istruzione, infatti, sono numerosi gli alunni che non dispongono di attrezzature informatiche, necessarie per lo svolgimento della didattica a distanza. Per entrare in questa nuova cultura digitale tutti dobbiamo imparare un nuovo vocabolario comunicativo. Bisogna farlo in fretta per abituarsi a questo ritmo caratterizzato dai tutorial e da marchingegni sovrastimolanti che non consentono la possibilità di un’analisi critica e di profonda riflessione personale. Continua a leggere “Cogliamo questo tempo per garantire a tutti i bambini l’accesso all’istruzione”

Covid 19, non è vero che il progresso ci ha resi più deboli

di Daniele Fulvi * – Con il diffondersi della pandemia di Covid-19, sembra essere tornata in voga l’idea secondo cui il progresso e l’eccessivo sviluppo tecnologico abbiano reso gli esseri umani più deboli e meno adatti a fronteggiare le calamità naturali. Questo fatto, poi, ci renderebbe anche meno inclini a sopportare l’isolamento forzato che il pericolo del virus ci impone. Insomma, il progresso sembra essere arrivato al punto da renderci incapaci di vivere senza le comodità di cui quotidianamente facciamo uso – a vivere cioè “come una volta” – di fatto corrompendo la nostra natura originaria. Tra i più noti sostenitori di tale teoria c’è Umberto Galimberti, il quale ha affermato che “il coronavirus ci insegna che la nostra vita è precaria, fragile e incerta” e che noi occidentali “siamo il popolo più debole della terra perché siamo i più tecnologicamente assistiti”. Infatti, per Galimberti comodità quotidiane quali l’elettricità e l’acqua corrente ci rendono in qualche modo meno forti e più esposti a rischi di ogni tipo. Continua a leggere “Covid 19, non è vero che il progresso ci ha resi più deboli”

“Il dubbio di essere pazzo”

Afflitto dal dubbio di essere pazzo, volli consigliarmi con un medico circa l’opportunità di sottopormi ad un esame psichiatrico.

«Ma sei pazzo?» mi disse quegli. «Perché vuoi farlo? Sarebbe una pazzia andare a mettersi in bocca al lupo».

«Naturalmente», dissi, «se sono pazzo, niente di strano che commetta delle pazzie».

«Che vuol dire?» esclamò l’altro, ridendo bonariamente. «Anch’io sono pazzo. Ma non lo dico a nessuno. Fossi matto».

«Perché?»

«Ma andiamo, dovrei esser pazzo per rivelare d’esser pazzo. Simulo. Fa’ altrettanto tu e non ti crear problemi». Continua a leggere ““Il dubbio di essere pazzo””

La pandemia nella testa di chi soffre di malattie psichiatriche

Quando i medici hanno provato a spiegargli l’importanza di indossare una mascherina, Massimo gli ha detto di non preoccuparsi troppo per lui: “Come sapete, sono immortale”. Magro, capelli rasati e occhi verdi, Massimo non scherzava.

Ha 34 anni e dal febbraio del 2018 vive a Villa Letizia, una comunità terapeutica convenzionata nel quartiere di Monteverde a Roma. Santo Rullo, lo psichiatra che guida la struttura, gli ha risposto con la stessa serietà. Ha detto a Massimo di capire la sua situazione ma gli ha chiesto di mettersi nei panni degli altri 24 pazienti e in quelli dei dottori, degli infermieri e degli operatori che danno una mano a lui e ai suoi compagni: “Fallo per noi”. Continua a leggere “La pandemia nella testa di chi soffre di malattie psichiatriche”

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