Covid 19, una prospettiva diversa

Tutti i dati e le notizie riportate in questo video-inchiesta accuratissimo si basano esclusivamente su dati ufficiali e informazioni di pubblico dominio. Un punto di vista alternativo che analizza tanti aspetti di questa vicenda, non ultimo quello psicologico.

Il boia uccide Lisa

Eseguita negli Usa la condanna a morte di Lisa Montgomery, dopo il via libera della Corte suprema.

Si tratta della prima esecuzione federale di una detenuta negli Usa da quasi settant’anni. La sua esecuzione era stata sospesa il 12 gennaio per consentire una perizia psichiatrica, circostanza che aveva fatto sperare in uno stop della pena capitale.

Nessuna detenuta federale veniva uccisa dal 1953. La 52enne è stata dichiarata morta dopo un’iniezione letale nel carcere di Terre Haute, Indiana. È l’undicesima persona detenuta a essere uccisa con iniezione letale da quando a luglio il presidente Donald Trump, sostenitore della pena di morte, ha ripristinato le esecuzioni federali dopo 17 anni di sospensione.

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Lettera aperta: quando si è capito il gioco

Voi boss, voi generali, voi massoni che governate il mondo e decidete di guerre, di stragi e terremoti, voi che pilotate le moltitudini, voi che comandate plotoni, voi che ci costringete, voi che tutto potete cosa ve ne farete di tanto potere e tanto denaro se non sapete amare?

Vi piace decidere delle vite e dei destini degli altri. Vi piace cambiare e influenzare la storia, la politica e l’economia di una nazione. Siete dappertutto, anche se a volte siete invisibili, siete mascherati. Ma non è difficile imparare a riconoscervi quando si è capito il gioco Continua a leggere “Lettera aperta: quando si è capito il gioco”

“Non si sentono altro che numeri”

“Insomma credete davvero che siamo tutti stupidi?! L’allerta permanente, alla lunga, ottiene l’effetto contrario come nella famosa storia di “Al lupo, al lupo”.

La sicurezza non esiste, a nessun livello ed a nessun titolo, e, cionondimeno, è necessario vivere, lavorare, andare a scuola, fare le cose di tutti i giorni, viaggiare, riposarsi. Non si sentono altro che numeri che si contraddicono e che sono anche molto noiosi.
Mentre “giocate” ai bollettini, la vita continua senza di voi.
Ogni giorno che passa restate più indietro.

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“Negazionisti”

È una vecchia e cattiva abitudine italiana quella di etichettate tutto e tutti, senza alcun interesse di confrontarsi con quello che, anche se a volte strumentalizzato, possa essere solo un modo diverso di guardare allo stesso problema.

Partiamo da questo punto di vista, condiviso – e, per carità, anche condivisibile – qualche giorno fa dal giornalista Giampaolo Arduini: tutti i negazionisti, della Covid come della peste nel Manzoni, in realtà incarnano l’estremizzazione della paura il terrore è tale che fa più comodo pensare che il fatto non esista, è un meccanismo ben noto agli psicologi. “Ed è però anche segno della stanchezza delle persone di fronte a una seconda ondata”, prosegue il collega, “all’inizio va bene anche fare l’immane sacrificio del lockdown, ma poi il ripetersi della stessa situazione psicologicamente sconvolge, quando la cosa sembrava finita è ripartita”.

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Disabilità al tempo del Covid / 2 – Centri diurni

«Cos’è l’autunno secondo noi? L’autunno, secondo noi, è vento, zuppa, castagne, freddo, mandarini, colori, pioggia, zucca, Halloween e uva pizzutella». All’Aquila, il piccolo laboratorio del centro diurno dell’Aptdh si riempie di foglie colorate da attaccare su un cartellone bianco a corredo del “brainstorming” autunnale. Ora lavori manuali, ora muffin salati da preparare e le giornate vanno avanti anche in questo tempo così strano.

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Disabilità al tempo del Covid / 1 – Autismo

Urgente, immediato sostegno per alcuni ragazzi autistici intrappolati in casa all’Aquila con i genitori Covid positivi e in difficoltà». L’appello arriva da Marco Valenti, direttore del Centro di riferimento regionale per l’autismo all’ospedale San Salvatore. Attraverso i suoi canali social, il professor Valenti giudica necessaria «una risposta istituzionale da regime emergenziale, che metta in priorità la vita dei ragazzi. Prego chiunque rivesta incarichi pubblici e funzioni organizzative sul territorio, sia in ambito sociale che di volontariato, di entrare in contatto con noi e affrontare il problema».

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Bias ed euristiche: cosa sono e come riconoscerli

bias cognitivi sono costrutti fondati, al di fuori del giudizio critico, su percezioni errate o deformate, su pregiudizi e ideologie; utilizzati spesso per prendere decisioni in fretta e senza fatica.

Bias è un termine inglese, che trae origine dal francese provenzale biais, e significa obliquo, inclinato. Questo termine, a sua volta trae origine dal latino e, prima ancora, dal greco epikársios, obliquo. Inizialmente, tale termine era usato nel gioco delle bocce, soprattutto per indicare i tiri storti, che portavano a conseguenze negative. Nella seconda metà del 1500, il termine bias, assume un significato più vasto, infatti sarà tradotto come inclinazione, predisposizione, pregiudizio.

Bias ed Euristiche

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Tom Rivett-Carnac: il futuro e le nostre scelte

“Davvero gli umani agiscono attentamente e in modo duraturo su un problema di primaria importanza solo quando sentono di avere un alto livello di controllo? Guardate queste immagini. Queste persone sono operatori sanitari e infermieri che hanno aiutato l’umanità ad affrontare il coronavirus che si è diffuso nel mondo come pandemia, negli ultimi mesi. Queste persone possono forse impedire la diffusione della malattia? No.

Possono evitare che i loro pazienti muoiano? Per alcuni hanno potuto evitarlo; ma per altri no, perché era fuori dal loro controllo. Questo rende il loro contributo inutile e insensato? È offensivo anche solo pensarlo. Quello che fanno è prendersi cura di altri umani come loro nel loro momento di maggiore vulnerabilità.

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Il manifesto dei cervelli ribelli

Chi sono i cervelli ribelli? Gianluca Nicoletti ci racconta la sua storia personale e di come una situazione apparentemente limitante si sia rivelata occasione per una inaspettata consapevolezza di se stesso.

Protagonista è la sua capacità di interpretare l’esperienza di genitore di un ragazzo autistico come slancio verso una lettura nuova e dissacrante del proprio valore e del proprio essere al mondo.

Nicoletti propone di guardare alla diversità come altra capacità di relazionarsi e conoscersi, al di fuori di ogni comoda omologazione. Il racconto che ci regala, a tratti pungente e sarcastico, in realtà disvela un pensiero estremamente positivo e costruttivo.

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