L’unica rivoluzione possibile avviene dentro di te

Uno come Tiziano Terzani non ha bisogno di presentazioni. Da quando i genitori gli comprarono i primi pantaloni lunghi a rate, a quando con una borsa di studio è entrato alla normale di Pisa, parlando più di 4 lingue è stato un giornalista di guerra per oltre 30 anni, una vita passata in Asia, dove per lui tutto ha inizio e dove ha scelto di espirare per l’ultima volta. Nella via per essere felici per Tiziano l’unica rivoluzione possibile è quella interiore.

Nel fondo del cuore di tutti c’è chiaro che cosa è giusto e che cosa non è giusto, cos’è il bene e cos’è il male, cos’è che dobbiamo fare…e non secondo la regola di un partito o di una religione, ma nel cuore che è uguale per tutti.

…Namaste, saluta la divinità che è dentro di te…

 

L’altra mente a Foligno, l’arte come via d’uscita

Abbiamo intervistato gli organizzatori del Festival l’altra mente di Foligno alla seconda edizione. Il festival ospita performance teatrali musicali di letteratura e incontri di carattere teorico scientifico. Riflette la complessità del tema della salute mentale e incoraggia la cultura della solidarietà e dell’accoglienza per il superamento dei pregiudizi e dello stigma sociale.

Continua a leggere “L’altra mente a Foligno, l’arte come via d’uscita”

Talento creativo e disturbo bipolare

Il disturbo bipolare o maniaco-depressivo colpisce circa 1 persona su 100. È una malattia seria che se non trattata adeguatamente, può causare gravi sofferenze e risultare anche molto invalidante. Si tratta di un disturbo caratterizzato da gravi alterazioni dell’umore, delle emozioni, dei pensieri e dei comportamenti. Chi ne soffre può essere al settimo cielo in un periodo e in fase di disperazione in un altro senza alcuna ragione apparente, passando dal paradiso della fase maniacale all’inferno della fase depressiva che si può ripetere più volte. Continua a leggere “Talento creativo e disturbo bipolare”

Disagio psichico e stigma

A volte capita che si pensi male o si parli male delle persone con disagio psichico, non riconoscendo in tal modo le loro capacità e la profondità del loro sentire, spesso accentuata.

A tal proposito riporto di seguito quanto afferma Stefano Ventruto *: “C’è un pregiudizio che a volte grava sulle persone con disagio psichico, generando in esse il deleterio stigma interno o Self-stigma.  Continua a leggere “Disagio psichico e stigma”

Quei fiori che sbocciano nelle case dei matti

Dentro quelle pareti rosa c’era un mondo fatto di piccoli gesti quotidiani. Parole scandite a mezza bocca e immagini ripetute. Il dolce sorriso di Peppino, le bambole di Antonella, le grandi mani di Lamberto, le letture assorte di Donato. Quel microcosmo di rituali ad appuntamento fisso, come la messa della domenica con padre Quirino Salomone, un rito semplice accompagnato da canzoni semplici strofa-ritornello-strofa-ritornello mentre il vento faceva muovere i vetri di Turris Eburnea.

Continua a leggere “Quei fiori che sbocciano nelle case dei matti”

Nati con la camicia di forza – atto secondo

I COMPARI

A volte vorrei uccidere Ugo.
Penso a come sarebbe non sentire più la sua voce petulante.
Lo penso certo, ma avrei lo stomaco per farlo?
Per quasi cinque anni siamo rimasti qua fuori, assicurandoci per tutto il tempo di non entrare in contatto con nessuno.
Stare troppo vicini alla gente sarebbe troppo pericoloso.
-Penso che farò una passeggiata prima di prepararmi per la notte. Vuoi unirti a me, compare?-
Vorrei che la smettesse di chiamarmi compare, ma fa davvero venire voglia di ucciderlo.
Ma la domanda è: quanto a lungo resisterei da solo?
Si può dire che sia iniziata cinque anni fa.
Ugo e io vivevamo e ce la spassavamo, eravamo piuttosto arroganti a quei tempi. Pensavamo: per quale cazzo di motivo bisogna andare a scuola se non c’è lavoro?
E di lavoro non ce n’era davvero.
Ugo aveva un altro motivo per stare lontano dalla scuola, non aveva molti amici in quel luogo. Ma quel giorno…….. quel giorno sarebbe stato un giorno diverso, Ugo mi avrebbe detto qualcosa che avrebbe cambiato tutto quanto.
Avete presente quella sensazione che si ha quando ci si sveglia da un sogno e niente sembra davvero reale? Quello fu peggio….
-Dio, mi dispiace di avertelo detto. Cristo, perchè ho aperto questa boccaccia?-
-Allora perchè lo hai fatto? Se ciò che dici è vero, come pensi che dovrei sentirmi?-
-Lo so…….che razza di amico sono?-
-NO! Non è questo il punto. Qui il cazzo di punto è: che razza di amico sono io?-
-La ragione per cui te l’ho detto è che stavo parlando con mio cugino la settimana scorsa. Lui è un tipo come me. Un po’ un perdente, balbetta e….-
-Il quadro è chiaro. E quindi?-
-Quindi…….gli ho parlato di te. E…….lui aveva proprio qualcuno come te. Ma…mio cugino c’è riuscito. E’ riuscito a renderlo vero.-
-A……renderlo vero……- Continua a leggere “Nati con la camicia di forza – atto secondo”

Blog su WordPress.com.

Su ↑