Last Tango, geometrie improbabili della notte

La notte che ci avvolge, la notte che ci accoglie, la notte che ci attira e che ci spaventa. La notte dalle geometrie improbabili, la notte dove tante cose sono possibili, nel che ci fa paura, ma che è l’unico posto in cui in cui riconosciamo quei piccoli angoli di luce che ci permettono di guardare avanti, guardare oltre.

“Last Tango” parla di questo. Una canzone concepita a  a fine anni Novanta da Fabrizio Dell’Isola e Fabio Iuliano ma solo di recente elaborata con un arrangiamento originale dagli Yawp e lanciata sugli store digitali insieme a un videoclip ideato da Antonello Del Coco e prodotto da Morra! 

Lo scorso anno, durante il lockdown, gli Yawp avevano appena fatto girare un arrangiamento incompleto, a causa delle misure di sicurezza che avevano determinato la chiusura degli studi di registrazione. 

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A Matter of the Mind

Dopo quasi 30 anni, il portale Pearljamonline.it ha trovato gli audio sample utilizzati da Eddie Vedder in Hey Foxymophandlemama, That’s Me, il brano più sperimentale dei Pearl Jam.

Hey Foxymophandlemama, That’s Me, nota anche come Stupid Mop, è la quattordicesima canzone del terzo album dei Pearl Jam, Vitalogy, registrata dal gruppo con Jack Irons e composta utilizzando samples di voci di persone ricoverate in ospedali psichiatrici.

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Ex O.P. – “Nessuno può ritenersi savio”

La Marchesa dice: “I matti ripetono i gesti per riprendersi un’abitudine. Agiscono per moltiplicazione di un gesto, sottraendolo ad altri superflui. Arrivano così alla divisione di se stessi. Alcuni arrivano allo zero: immobili e taciturni. Qualche volta si scuce dalla labbra una parola. Rotola giù sul pavimento e fa un clan clan di poesia”.

Nessuno può ritenersi savio, tutti sono a rischio di follia. Quando si impara a mettersi dalla parte dell’utile è perché si è messo da parte il matto.

Non essere matti è solo una questione di fortuna o di sfortuna. Dipende dal talento che si ha nel raccontarsi ogni giorno una piccola bugia di vita: sono sano, sono presente, mi riconosco.

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Ciao Ste’

Ci sono voluti giorni per capire cosa e come scrivere per dire qualcosa che mai avremmo voluto dire.

Stefano non c’è più.

Amava scrivere e descrivere le realtà che viveva, e come le viveva. Lo faceva anche attraverso questo blog che coordinava. Qui, su queste pagine, scriveva di salute mentale senza schemi o pudori. Il suo modo di combattere lo stigma subìto da tante persone che soffrono di disturbi psichici, proprio a partire dalle proprie esperienze personali di cui non aveva problemi a parlare.

Se n’è andato davanti all’Oceano, a soli 47 anni.

Stefano Ratini da anni si divideva tra Las Palmas de Gran Canaria, la principale città dell’isola dell’oceano Atlantico, L’Aquila e Lucoli, in Abruzzo, la sua terra di origine.

Ciao Ste’, le tue battaglie non si fermano qui.

Don Gianluca e il reato di “diverso pensiero”

di Aldo Maria Valli – A Castelletto di Leno (millecinquecento abitanti, provincia di Brescia) c’era una volta un parroco. Questo parroco si chiamava don Gianluca Loda e aveva una strana abitudine. Anzi, tre. La prima era quella di pensare con la sua testa, la seconda era quella di dire ciò che pensava, la terza quella di pensare cose piuttosto diverse da quelle imposte dal pensiero dominante. Continua a leggere “Don Gianluca e il reato di “diverso pensiero””

“To be or not to be a genious”

di Giuseppe Tomei * – “Shakespeare era un genio!”

Una delle frasi più abusate nel mondo della cultura e dello spettacolo da secoli a questa parte, anche da chi le opere del bardo nato e morto a Stratford-upon-Avon non le ha mai lette o, peggio ancora!, non ha mai assistito a un loro degna rappresentazione a teatro.

Questo il destino di una delle più grandi personalità della letteratura di ogni tempo e di ogni paese nonché, ad uno sguardo storico più ravvicinato,  uno degli esponenti principali del rinascimento inglese. Continua a leggere ““To be or not to be a genious””

“Volevo solo nascondermi”: ritratto di Ligabue, il pittore naif

“Volevo solo nascondermi” di Giorgio Diritti, reduce dall’Orso d’argento come migliore attore al suo protagonista Elio Germano, sospeso il 27 febbraio arriva in sala in questi giorni. Appare esattamente come ce lo si aspettava: un film classico, filologicamente inappuntabile e con il valore aggiunto di Germano nei panni di un Ligabue sincopato e ricco di artistici grugniti.

Non solo, da parte del regista emiliano anche una grande attenzione alla biografia del pittore, sempre alle prese con la sua follia, e poi tante rassicuranti immagini di paesaggi, natura e animali. Tra le molte difficoltà di Germano, che ha vestito i panni di Antonio Costa conosciuto come Ligabue, anche quella di confrontarsi indirettamente con la storica e indimenticabile interpretazione di Flavio Bucci, appena scomparso, che aveva interpretato nel 1977 il pittore naif in una serie tv in tre puntate a firma di Salvatore Nocita. Continua a leggere ““Volevo solo nascondermi”: ritratto di Ligabue, il pittore naif”

L’uomo bipolare e la coscienza indaco

Il labirinto della mente non possiede uscite, è un serpente che si morde la coda, un luogo a chiusura stagna da cui non esistono pertugi di fuga. Ah, la solitudine di sentirsi vivo in un mondo di morti!. Qual è il senso reale della vita moderna? Qual è lo scopo ultimo dell’esistenza umana? La famiglia degli uomini dovrà continuare a giocare in eterno nel grande  paese dei balocchi tecnologici per ottenere beni materiali a più non posso? Qualcosa non va in questo stato di cose e sento il fuoco della ribellione ribollire nelle mie vene, poiché sono un Uomo!

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Lo stigma che diventa arte: l’omaggio di The Vision ad Alda Merini

Dieci anni fa moriva la poetessa milanese Alda Merini, una donna che ha attraversato il Novecento subendo tutte le umiliazioni che quel secolo ancora imponeva a chi soffriva di disturbi mentali. Merini patì in questo senso un doppio calvario, colpevole di essere malata di mente e per di più donna. Nonostante tutto, però, “la poetessa dei Navigli” elaborò la sua esperienza drammatica riuscendo a elevare le sue sofferenze al livello dell’arte grazie alla poesia. Continua a leggere “Lo stigma che diventa arte: l’omaggio di The Vision ad Alda Merini”

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