Coronavirus, giovane in Tso: contatti negati ai familiari

“Sono chiuso nelle mani e nelle braccia”. Queste le prime parole che l’avvocato Lillo Massimiliano Musso si è sentito rispondere al telefono dal suo assistito Dario Musso (che poi è anche suo fratello), costretto da alcuni giorni al ricovero coatto disposto dopo una protesta in strada. Va avanti così una vicenda mai salita agli onori delle cronache mainstream, nonostante ci sia già stata anche un’interrogazione parlamentare.

Ma andiamo con ordine. Lo scorso 2 maggio, il giovane di 33 anni ha inscenato una protesta contro la quarantena dotandosi di un megafono con cui gridare che “non c’è nessuna pandemia” mentre girava in auto per le strade della sua città, Ravanusa (Agrigento). Continua a leggere “Coronavirus, giovane in Tso: contatti negati ai familiari”

Rinchiuse perché diverse con il pretesto della pazzia

Rinchiuse perché diverse, donne ribelli che non volevano piegarsi alle rigide regole del ventennio fascista. A quarant’anni dalla legge Basaglia, che ha sancito la chiusura dei manicomiAnnacarla Valeriano, racconta le storie e i volti di chi in quei luoghi ha racchiuso la propria esistenza.

Si chiama Malacarne. Donne e manicomio nell’Italia fascista (edito da Donzelli) e come si legge tra le sue pagine dà voce a tutte le recluse che venivano definite pazze, ‘diverse e squilibrate’, inadatte a ‘vivere una vita ragionevole’, come imponeva il regime. Continua a leggere “Rinchiuse perché diverse con il pretesto della pazzia”

Lo stigma che diventa arte: l’omaggio di The Vision ad Alda Merini

Dieci anni fa moriva la poetessa milanese Alda Merini, una donna che ha attraversato il Novecento subendo tutte le umiliazioni che quel secolo ancora imponeva a chi soffriva di disturbi mentali. Merini patì in questo senso un doppio calvario, colpevole di essere malata di mente e per di più donna. Nonostante tutto, però, “la poetessa dei Navigli” elaborò la sua esperienza drammatica riuscendo a elevare le sue sofferenze al livello dell’arte grazie alla poesia. Continua a leggere “Lo stigma che diventa arte: l’omaggio di The Vision ad Alda Merini”

“La cosa più triste nella vita è il talento sprecato. Puoi avere tutto il talento del mondo, ma se non fai la cosa giusta, non succede niente”

Una meravigliosa scena da Bronx (A Bronx Tale), film del 1993 diretto da Robert De Niro con Robert De Niro, Chazz Palminteri e Lillo Brancato.

La nostra goccia, nel segno di Basaglia

Un anno fa, nel giorno del quarantennale della legge Basaglia, decidemmo di lanciare questo blog. Un omaggio – tributo a quella “misura legislativa” di un movimento culturale, sociale e politico che sanciva la chiusura di quei luoghi di contenzione disumani che furono i manicomi, ma che – soprattutto – gettò le basi per un’attenzione diversa ai disturbi mentali. Continua a leggere “La nostra goccia, nel segno di Basaglia”

#Siamomatti

In questi giorni è stato detto che “i malati psichiatrici sono i responsabili delle diffuse aggressioni”. Come ha detto la Società Italiana di Psichiatria i malati sono più spesso vittime e non carnefici, vittime di se stessi, della propria testa, degli altri. Queste parole non fanno che aumentare lo stigma intorno a queste malattie, il senso di disagio e vergogna di queste persone. Continua a leggere “#Siamomatti”

Basaglia, la rivoluzione in una lettera

di John Foot – Qualche mese fa ho ricevuto una lettera. Non un’email, un tweet o un sms, ma una lettera scritta a mano. Era di EP, una donna sulla settantina che vive a Londra. Aveva una storia straordinaria da raccontare. L’anno scorso in libreria si era imbattuta nel mio libro su Franco Basaglia, che l’aveva improvvisamente riportata al 1968. Questa è la sua storia.

EP era alla ricerca di qualcosa da fare. Si era laureata in letteratura inglese all’università di Bristol. Era il 1967 e aveva scoperto l’esistenza di un servizio di volontariato che mandava i giovani all’estero a realizzare progetti interessanti.

 

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Quarant’anni di 180

Poche delle migliaia di leggi promulgate dal Parlamento italiano sono entrate nel lessico comune tanto da determinare profondi cambiamenti nella cultura collettiva. Una di queste è certamente la 180. In quel lontano 13 Maggio 1978 la malattia mentale è entrata nel cuore di una Nazione logorata dalla contrapposizione tra un bisogno evoluto di andare avanti e la pervicacia di un forte sentimento reazionario che trovava la sua massima espressione nella violenza esasperata ed esasperante di un terrorismo ad orologeria pronto a bloccare sul nascere ogni parvenza di modernità. Continua a leggere “Quarant’anni di 180”

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