Lo Spiraglio, la rassegna al MAXXI

Torna da Roma, dal 5 al 7 aprile 2019, al MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo, lo Spiraglio FilmFestival della salute mentale. Giunto alla sua 9a edizione, è nato con l’idea di aprire, grazie al cinema, uno spiraglio sulla mente e di permettere uno sguardo reciproco, fra pubblico, autori, e persone coinvolte in un percorso di cura o di cambiamento, confermando anche quest’anno l’obiettivo di avvicinare più persone possibili alla tematica e di permettere a chi produce audiovisivi, dedicati o ispirati all’argomento, di mettere in evidenza risorse creative e qualità del prodotto.

Malattia mentale, i numeri dell’emergenza

La malattia mentale, in Italia, non è più “chiusa nei manicomi” da 40 anni, da quando con la legge Basaglia le porte degli ospedali psichiatrici furono aperte e la cura del disagio psichico cercò nuove strade. Strade che però, ancora oggi, non hanno trovato una direzione che permetta di lavorare non solo sulla malattia ma anche e soprattutto sulla prevenzione.

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5 dicembre, si gioca per la salute mentale

5 dicembre 2018, giornata mondiale della salute mentale. A L’Aquila si è svolto un quadrangolare di calcetto anche con ospiti venuti da fuori ed è stata decisamente una bella giornata, rilassante, stimolante e ricca di significato. I ragazzi con problemi psichici si sono affrontati sportivamente e amichevolmente, con molto entusiasmo. Lo sport come antidoto al disagio psichico e come forma di partecipazione edunione nel segno dell’amicizia e di una sana competizione per dare un calcio ai problemi mentali. Nel video di Stefano Ratini gli interventi degli operatori sanitari.

La paura e la voglia

A lei feci una corte che, dopo un decennio, divenne spontanea e spietata.
Mentre, d’altro canto, lei non faceva altro che lasciare intendere che ci stava, ma che sul più bello non ci stava, facendomi impazzire di inconsumata voglia.
Per scoprire poi che ella aveva già due amanti che, nonostante anch’essa si era enormemente invaghita di me, non venivo ricambiato a causa della malvagità degli uomini che già la possedevano. (L’irrequieto)

Una madre

Una madre,cos’è una madre? Una persona che genera un’altra vita, ma si può chiamare tale una persona che abbandona il sangue del suo sangue lasciandolo in balia delle intemperie della vita? Si può definire una madre quando schifa il sangue del suo sangue per motivi futili? Ebbene tali madri non sono degne di essere tali,sono uteri nati per procreare.
È assurdo manifestare contro la violenza sulle donne, quando anch’esse violano la parte più importante. La violenza di per sé è ingiusta,uomo, donna e bambino questa è violenza!
Non donate soldi,donate amore.
Non donate botte,donate gioia perché la vita è una e non fa distinzioni. (Federica)

“I matti sono gli eccetera degli altri”

“I matti sono gli eccetera degli altri” scrive Mariaester Graziano, autrice del libro Il nome del Rosa a cui questo video si ispira. La canzone di sottofondo è “Solo se tu” registrata da Fabio Iuliano. Nel video appare la stessa autrice, insieme a Diletta De Santis, ritratte da Marianna Coccia.

Genovese e la lente della speranza

La cifra stilistica di Paolo Genovese regista di film come “Perfetti sconosciuti” o “The Place” non è la stessa del Paolo Genovese scrittore: un romanzo come “Il primo giorno della mia vita” (Einaudi) ha un tessuto narrativo diverso da quello usato nel cinema. Dalle visioni drammatiche dei lungometraggi l’autore passa a un racconto che apre alla speranza. Una vicenda che contempla la possibilità di rialzare la testa quando tutto sembra perduto. Quella possibilità di portare la luce nel grigio, quel giorno in più. Emily, Aretha e Daniel hanno ognuno una ragione per essere stanchi di esistere, mentre Napoleon – personaggio che apre il libro – sembra avere avuto tutto dalla vita. Eppure è più determinato degli altri a farla finita. Continue reading “Genovese e la lente della speranza”

A chi giova la corsa alla perfezione

“Pensate a tutti i principi e principesse che avete visto: alti, magri, tonici, perfettamente proporzionati.  Oppure pensate alle riviste che celebrano dimagrimenti enormi e rapidi che sono in realtà poco salutari. O a quelli che sono andati sotto i ferri per apparire 20 anni più giovani”.

“Perché se siamo insicuri siamo consumatori motivati. Ci possono far vendere una crema antirughe persino da un tredicenne. Oppure un reggiseno push up che è totalmente ridicolo. Se tutte queste cose accadono, così come i ‘pad’ per le chiappe (che sono in tutti i video pubblicitari). Tutto questo per inseguire un mito di bellezza che non esiste. Chi vince da tutto ciò? I brand, i magazine e le industrie farmaceutiche… e chi perde? Noi perdiamo”.

Così Iskra Lawrence per la piattaforma divulgativa di Ted Talks.

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