Il manifesto dei cervelli ribelli

Chi sono i cervelli ribelli? Gianluca Nicoletti ci racconta la sua storia personale e di come una situazione apparentemente limitante si sia rivelata occasione per una inaspettata consapevolezza di se stesso.

Protagonista è la sua capacità di interpretare l’esperienza di genitore di un ragazzo autistico come slancio verso una lettura nuova e dissacrante del proprio valore e del proprio essere al mondo.

Nicoletti propone di guardare alla diversità come altra capacità di relazionarsi e conoscersi, al di fuori di ogni comoda omologazione. Il racconto che ci regala, a tratti pungente e sarcastico, in realtà disvela un pensiero estremamente positivo e costruttivo.

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La lotta contro quel male oscuro

All’inizio di luglio, Stefano Ratini il fondatore di questo blog è andato via. Questo è il ricordo straziante, ma anche l’appello di Maurizio Pietropaoli, il cui impegno è stato determinante alla nascita di questo spazio.

Stefano dovevi essere il protagonista della storia che io Stefano Ianni e un noto critico stavamo pensando. Non hai visto il documentario. Con Federica Cassella abbiamo girato per ben otto mesi tra un festival e l’altro. Questo blog, presente-mente è stato ideato da te. Sono contento di essere riuscito a darti l’impulso per farlo partire. Ricordi? Tutto è nato tra le mura della nostra associazione, nel cui giardino avremmo dovuto fare la presentazione. Quel giorno piovve. Però il blog partì lo stesso. Ma che ne sa la gente del male oscuro, dei nostri istinti malefici senza le dovute cure. Il tuo ricostituente l’avresti dovuto fare il tre. Poche ore prima è finito tutto. Poco dopo che ci siamo sentiti. Avresti dovuto preparare la valigia. Lì non ti hanno saputo aiutare. Anzi, chissà come era il reparto lì. Qui di sicuro avresti trovato la vita, da quando te ne sei andato io ho preso il tuo vecchio posto da cocainomane.

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Odio sociale a orologeria

Quello che ciclicamente si vede in Italia è un gioco tragico e pericoloso che si chiama “odio sociale a orologeria”.

Aizzare in maniera strategica un’ampia fascia di italiani, i “moderati”, gli impauriti, quelli che un tempo era la piccola e pericolosa borghesia, contro un nemico preciso, attraverso mirate campagne di stampa e tv, dichiarazioni ad effetto, per evitare soluzioni, che comporterebbero scelte e costi, che questa classe politica non è capace di fare da tempo.

L’unica scelta, poi, son le chiusure e il pubblico ludibrio.
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Bulli da piccoli, malavitosi da grandi

Il bullismo è una forma di comportamento sociale di tipo violento e intenzionale, di natura sia fisica che psicologica, oppressivo e vessatorio, ripetuto nel corso del tempo e attuato nei confronti di persone considerate dal soggetto che perpetra l’atto in questione come bersagli facili e/o incapaci di difendersi.

L’accezione è principalmente utilizzata per riferirsi a fenomeni di violenza tipici degli ambienti scolastici e più in generale di contesti sociali riservati ai più giovani. Lo stesso comportamento, o comportamenti simili, in altri contesti, sono identificati con altri termini, come mobbing in ambito lavorativo o nonnismo nell’ambito delle forze armate. A partire dagli anni 2000, con l’avvento di Internet, si è andato delineando un altro fenomeno legato al bullismo, anche in questo caso diffuso soprattutto fra i giovani, il cyber-bullismo. Continua a leggere “Bulli da piccoli, malavitosi da grandi”

Quella foto sorridente

L’uomo sorridente nella foto lo conoscete tutti quanti: è Chester Bennington, frontman dei Linkin Park, assieme alla famiglia esattamente il giorno prima del suicidio. Aveva 41 anni.

Chi soffre di depressione tende a fare buon viso per proteggere il prossimo da eventuali preoccupazioni. Forse in quell’istante era davvero felice, o magari si sentiva sollevato proprio perché in cuor suo sapeva che presto avrebbe ricorso alla più estrema delle soluzioni. Ad ogni modo, non possiamo neanche immaginare quale abisso nascondesse dietro quel sorriso.

La depressione è infatti una malattia silenziosa che può colpire davvero chiunque, senza distinzione di status.
Come un parassita, ti divora dall’interno e in apparenza senza lasciare segni visibili, prosciugando lentamente ogni energia psicofisica. Finché non vengono meno la progettualità, il lavoro, le passioni e l’affetto, sia per gli altri che per se stessi. Quando mancano tutte queste cose, si finisce per smarrire il senso dell’esistenza. Persino alzarsi al mattino diventa complicato.

Ad oggi l’ignoranza nei confronti di uno fra i disturbi più diffusi al mondo si è in parte diradata, ma nel sentire comune certi pregiudizi sono purtroppo ancora duri a morire.

“Dai, cerca di tirarti su!”
“Tutti hanno i loro problemi, la tua è solo pigrizia.”
“Devi sforzarti di più, come feci io quella volta!”

E altre cazzate del genere.
A differenza di stati emotivi transitori come tristezza o malinconia, la depressione comporta una flessione dell’umore costante e prolungata; una condizione persistente e con rare eccezioni. Spesso è accompagnata da sintomi psicosomatici quali ansia, variazioni di peso e dell’appetito, disturbi del sonno, difficoltà a concentrarsi, ritiro sociale e ideazioni suicidarie. Non è nemmeno un elenco esaustivo, poiché ovviamente cause e sintomi variano a seconda dei molteplici fattori della storia personale.

La buona notizia però è che, come per molte altre malattie, dalla depressione con la giusta cura è possibile guarire.

Se pensate di soffrirne, valutate un percorso di terapia psicologica in modo da comprendere cosa vi stia accadendo ed individuare il punto di partenza migliore da cui ricominciare.

Se conoscete qualcuno che ne soffre, stategli vicino, per quanto possa essere difficile. Non banalizzate il disagio, non esortate alla positività a tutti i costi facendo leva sulla buona volontà: aggraverebbe soltanto il già presente carico di inadeguatezza e senso di colpa. Mostrate invece comprensione ed empatia, ricordando che i gesti spesso sono più importanti delle parole.

E che nessun essere umano è un’isola. Continua a leggere “Quella foto sorridente”

Esiste Nestore!

Quindi, alla fine ti sei lasciato soccombere da quel pensiero che non ti convinceva mai ma che ogni tanto ritiravi fuori così, per spiazzarci tutti nel bel mezzo di una cena. Quel pensiero ha cambiato l’attimo e purtroppo è stato fatale, un attimo privo di ogni consapevolezza della tua vita e della tua morte.

“Ognuno di noi ogni notte va a dormire con una tigre accanto”, racconta una storia cinese, “tu non puoi sapere se questa al risveglio vorrà leccarti o sbranarti”. È una metafora dell’esistenza attraverso la quale si vuole analizzare la relazione che ognuno di noi ha con i propri limiti. “Solo cercando di migliorarci costantemente possiamo renderci amica la tigre, in quanto nessuno può evitare la peggiore e più pericolosa delle compagnie, quella di noi stessi.” Continua a leggere “Esiste Nestore!”

Consigli per ripartire dopo settimane di lockdown

Nel periodo del confinamento si sono sollevate molte suggestioni, la paura ha attivato sensazioni nutrienti di vicinanza, di solidarietà, di partecipazione. Non sappiamo che ruolo avranno nella fase 2, se effettivamente questo reset ha sostenuto cambiamenti costruttivi a livello collettivo o se invece, al contrario, ha aumentato competizione e divisioni.

Certo questa emergenza non può essere pensata solo come un incidente di percorso e allora Pronti, attenti, via, si riprende da dove si è lasciato, c’è bisogno di darle un significato, di confrontarci con le dimensioni della perdita e del limite. È stato un trauma collettivo, non possiamo negarlo, ci saranno emergenze psicologiche da affrontare. A livello personale però possiamo fare qualcosa per spronare risposte adattive ora che la crisi sanitaria è in parte rientrata e la percezione del pericolo ridimensionata. Soprattutto adesso che dobbiamo riprendere a lavorare. Partendo da alcuni spunti di riflessione. Continua a leggere “Consigli per ripartire dopo settimane di lockdown”

Rifiuta il tampone per il Coronavirus e il sindaco emette un’ordinanza di Tso

“Stava male ma ha detto no al tampone, per questo ho emesso un’ordinanza per eseguire un trattamento sanitario obbligatorio”, a raccontare l’episodio avvenuto ad Arezzo città è stato il sindaco Alessandro Ghinelli nella sua conferenza stampa per fare il punto sull’epidemia di Coronavirus. Continua a leggere “Rifiuta il tampone per il Coronavirus e il sindaco emette un’ordinanza di Tso”

Gli empatici e il disagio davanti alle persone non autentiche

Essere un empatico vuol dire possedere una straordinaria capacità ma allo stesso tempo un dono scomodo. Individui simili percepiscono le emozioni e i sentimenti degli altri come fossero propri, anche delle persone che non sanno di trasmettere particolari vibrazioni. Loro assorbono tutto, senza filtro, per cui devono stare sempre attenti a chi gli sta accanto perché la presenza e il comportamento di qualcuno possono essere sia fonte benessere che di frustrazione. Continua a leggere “Gli empatici e il disagio davanti alle persone non autentiche”

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