Esiste Nestore!

Quindi, alla fine ti sei lasciato soccombere da quel pensiero che non ti convinceva mai ma che ogni tanto ritiravi fuori così, per spiazzarci tutti nel bel mezzo di una cena. Quel pensiero ha cambiato l’attimo e purtroppo è stato fatale, un attimo privo di ogni consapevolezza della tua vita e della tua morte.

“Ognuno di noi ogni notte va a dormire con una tigre accanto”, racconta una storia cinese, “tu non puoi sapere se questa al risveglio vorrà leccarti o sbranarti”. È una metafora dell’esistenza attraverso la quale si vuole analizzare la relazione che ognuno di noi ha con i propri limiti. “Solo cercando di migliorarci costantemente possiamo renderci amica la tigre, in quanto nessuno può evitare la peggiore e più pericolosa delle compagnie, quella di noi stessi.”

Questa volta quell’attimo deve essere sembrato infinito, devi esserti lasciato convincere che non ce l’avresti fatta mentre tutti sapevamo che ti sbagliavi, che ce l’avresti fatta anche stavolta. Lo sapevamo bene che, superato il momento di sconforto, avresti ricominciato a nutrirti della vita a modo tuo, alla maniera di Stefano Ratini, in quella visione ironica e beffarda delle cose, l’arte del non fingere, quella di essere se stessi mostrando con schiettezza anche i propri limiti del caso.

Non ci passerà il ricordo della tua risata, quella dianoetica come la chiamava Beckett. Quella che “scende giù lungo il grugno. La risata delle risate, il risus purus, la risata che ride del ridere, quella contemplativa, quella che saluta la beffa più divertita, in una parola, quella capace di ridere di tutto ciò che è infelice.”

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Era proprio la risata tua Ste’, quella che anche adesso si sentirebbe risuonare, che sentiremo nei ricordi dinnanzi la tavola imbandita per la prossima cena o alle valige per il prossimo viaggio tutti insieme.

Attraverso l’ironia, meglio ancora autoironia, sei riuscito a superare la rigida idea che ognuno ha di se stesso, quell’idea buia e imposta dal giudizio degli altri, che non permette una visione più ampia della natura umana. Il giudizio facile e ristretto che tante persone fabbricano durante i “racconti” della vita degli altri, quella morale sempre pronta ad impoverire, a distruggere piuttosto che costruire, ad escludere piuttosto che includere. Morale che altro non è che negazione della vita e delle sue infinite complessità che a volte condiziona anche il giudizio spietato che si può avere verso se stessi e che non può portare altro che ad un senso di colpa senza opportunità.

La sua esistenza Stefano l’ha costruita attraverso una mente creativa che oscillava tra entusiasmo e depressione, tra piacere e frustrazione, tra idee geniali e paralisi del pensiero. Sensibile ai paradossi di questa società oltre che i suoi, ha finito col disorientarsi in quest’ultimo viaggio di ricerca di una felicità più stabile.

Stefano si può raccontare da innumerevoli angolazioni e testimonianze di altrettante relazioni che costruiva con minuzia, rapporti che erano il suo nutrimento così come la sua amicizia lo era per noi, nei viaggi, negli incontri e nelle conversazioni telefoniche quotidiane fatte di racconti iperbolici e divertenti della giornata. Le telefonate del buongiorno anche troppo presto, quelle che: “Ste’ mortacci tua so’ le 7.30” e tu rispondevi “lo so, te streppio!” La necessità di rapportarsi con gli altri e con l’esterno, quella di mettersi in discussione, erano acqua che dissetava il suo cammino.

“Me ne vado con qualche indizio in più, ma forse ancora più confuso. Eppure sento che è proprio lì vicino e sento che devo sbrigarmi, devo fare in fretta accidenti! Non so bene perché. Forse devo arrivare prima che lo spettacolo incominci o che il sogno finisca.”
Lo scriveva anni fa Stefano, dentro un breve racconto in cui un certo Nestore interpretava il suo alter-ego.

“Che tipo quel Nestore! La voce rotta, il tono vaticinante, le solite frasi enigmatiche. A volte mi sembra incredibile che esista davvero un individuo del genere. Mi sono spesso chiesto se non l’ho sognato, se non ero io che stavo sbroccando. – Che sia contagioso? Ma no!

ESISTE! ESISTE NESTORE! Malgrado tutto, fuori da tutto, esiste! E anzi, sono contento anch’io di averlo conosciuto e di essermi svegliato stamattina.”

Secondo la teoria degli opposti dello yin e dello yang, dietro ogni punto oscuro si nasconde sempre una bellissima luce e noi speriamo tu l’abbia trovata.

Ciao Ste’ quanto ci mancherai

Laura

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