Due anni di Presente-mente

Due anni fa, in occasione del quarantesimo anniversario della legge Basaglia, nasceva presente-mente, la piattaforma libera sulla salute mentale ideata da Stefano Ratini. 

In questi due anni abbiamo dato voce alla profondità del sentire di persone che, soffrendo di un disagio mentale, hanno dimostrato una sensibilità fuori dal comune; uno per tutti il racconto “Nel sogno di Celestino” di Maurizio Pietropaoli.

Abbiamo riportato esperienze di persone che hanno un vissuto di disagio mentale o disturbi psico-affettivi come il pezzo d’esordio del blog Solo la tua testa è più forte della tua testa dello stesso Ratini. 

Abbiamo pubblicato testi e video in cui il tema del disagio mentale si sublima in arte, come i contributi di Giuseppe Tomei sulla follia.

Ci siamo occupati dello stigma sulla malattia mentale e abbiamo fatto anche cronaca quando è risultato urgente e doveroso, come in alcuni casi di TSO poco chiari o “forzati”, con visite sul blog anche di centinaia all’ora.

Siamo sempre aperti alla collaborazione di chiunque voglia dare il suo contributo o comunque dire la sua, sempre nel segno degli insegnamenti di Basaglia, il quale diceva: “visto da vicino nessuno è normale”.

11 risposte a "Due anni di Presente-mente"

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  1. Gentilissimo dottor Tini vorrei dirle che esistono almeno 2 tipi dicotomici di disagio mentale :il primo è per nascita il secondo per cultura. Una società retrograda è difficile che accetti coloro che vorrebbero far girare l’orologio diversamente e spesso il disagio nasce da una esclusione, da una sorta di ghettizzazione a fronte delle necessità contingenti di una massa di persone, di una comunità che vuole e considera valori e beni ciò che al disagiato non interessa e dalla semplice espressione amicale – sei un pszza- possono nascere disambiguazioni non poco irrelevanti. A questo possiamo aggiungere gli spioni, le malelingue e gli stronzi che rendono il quadro collettivo abbastanza inquietante, aggravato da una politica familistica che si è colorata di spetti poco chiari, ingarbugliati e volti all’acquisizione di un potere dispostico e egoistico.

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  2. Mi scuso. Dottor . Ratini. Le persone che finiscono al servizio di igiene mentali sono costretti ad assumere psicofarmaci e a sottostare al volere e alle opinioni dei sanitari e se una persona era normale ma fragile può impazzire veramente senza via di ritorno.
    Aggiungo la figura della donna Serpe, la perpetua rossa, nera, bianca e verde che vede pazzi e delinquenti coloro che non si sposano e non rammendano i calzoni del marito. Vecchio e nuovo si intrecciano e si rincorrono, ma l’utilitarismo Iper vigile lascia poco, anzi pochissimo spazio alla fantasia buona che è al fine, una vera ancora di salvezza per i sani e per coloro che si dicono malati.

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      1. Diciamo che da biologo divenire un paziente psichiatrico per l’ignoranza atavica e la goffaggine altrui non è piacevole e solo la definizione di paziente in senso stretto fa venire i brividi alla schiena. Chi non ha provato e vissuto certe esperienze non potrà mai capire e la società divenuta, nel suo complesso bulimica , rifiuta gli spartani, rifiuta gli artisti che procedono, per natura, contro corrente. Lo sport e l’arte sono risorse sociali inesauribili, ma non in questo paese dove tutto ha, prima di tutto, una valore economico, di status ed è proiettato all’agonismo e quindo ad un antagonismo ambivalente che vuole vedere per forza il vincitore, la gara e i perdenti dove non vi è nulla di tutto questo ma solo indicibili sofferenze per incomprensioni varie e per ingiustizie coerenti con un iter politico al servizio di una forma di potere arrogante. E non si parla per parlare, si parla per risolvere e per migliorare e gli unici modo per impedirlo almeno in questi paraggi sono l’esclusione, l’emarginazione e le bugie, le tre sorellastra portate come c’eri in processione.

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      2. Gentile dottore il suo blog è fantastico ma sembra che vi scriva solo io, nessun operatore, nessun altro medico propone accenni di esistenza di altro pensiero oltre a quello normativo. Le consiglio di proporlo come App di dialogo e confronto nei servizi. Molti medici, figli di operaie e contadini adesso hanno le ville e da ottima matematica quale ero, non mi sembra che i conti a favore della collettività di pazienti siano corretti, inoltre la buona legge basaglia, discutibile su molti aspetti, nel tempo ha creato circoscrizioni di manicomi, cioè aree territoriali dove smerciare i pasticconi che avvelenano reni, fegato sangue etc, alla faccia della buona salute mentale! Auguri.

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      3. Grazie, effettivamente non scrivono sul blog psichiatri o altri operatori del settore quanto piuttosto persone che vivono il disagio mentale e che vogliono esprimere il loro pensiero. Io stesso sono in tale situazione e non approvo molte cose avendo vissuto personalmente molte esperienze di ricovero in psichiatria in passato e numerosi psicofarmaci…

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      4. La sofferenza, non risolta ma incrementata, oltre a generare naturalmente odio e rancore represso, svilisce anche l’operatore e il medico, gli psicofarmaci sono un business enorme mentre il singolo paziente è soltanto colui che li ingerisce, che risolvano i problemi esistenziali non ci credo affatto anzi nel rallentare il metabolismo e nell’intorpidire la mente creano zavorre umane per le famiglie e la società complessiva. Le cooperative sociali sono ottime strutture di collocamento ma non bastano a garantire la serenità dei familiari, in bilico tra l’osservanza della morale e l’amore naturale per il parente. Comunque ogni caso è un caso a se ma ciò che accomuna è la prospettiva degli psicofarmaci a vita mentre i medici e operatori, mi scuso, se la godono in giro per il mondo.!! LO SPORT!! Cos è?

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  3. Concludo dopo aver letto gli articoli di oggi sulle brigate rosse, purtroppo la violenza non è mai la scelta migliore sia come scelta di linea politica sia come forma di controllo e repressione, perché alimenta la spirale dell’odio, della perversita e di altra violenza. In tutti gli schieramenti sia di brigata che di squadrismo ciò che fa la differenza è la qualità dell’uomo, ma nessuno, in questa guerra fratricia ha mai voluto porre le fondamenta per uno stralcio di dialogo di compromesso storico. Gli operai uccidevano, i padroni uccidevano, lo stato esiste nella sue forme di controllo e sanzione e i gabinetti alla turca erano molto diffusi fino a non molto tempo fa..

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  4. Gentile Stefano vorrei consolarti per consolare anche me stessa, la sofferenza nasce fondamentalmente da un equilibrio che si spezza, ma l’organismo umano, con la sue capacità, è in grado di trovare altri equilibri fino a divenire un perfetto equilibrista come tanti geni dell’arte della scienza e della letteratura insegnano, ci insegnano. La follia è anche genio inespresso, inesplorato e scoprirlo attraverso il marchio del manicomio fa male, troppo male, ma questa società gretta, improntata sul narcisismo e sull’edonismo, lascerà poche speranze anche a coloro che cadranno nelle stesse dinamiche della spirale del suicidio. Noi siamo folli d’amore non assassini ma si sa che il gretto, come il sughero e il legno, galleggiano sempre, anche con un mare in burrasca. La sofferenza fa parte ormai della mia vita ed io non conosco ormai altre vite. L’arte mi ha insegnato ad amarmi nuovamente anche se gli altri non hanno apprezzato, non apprezzano perché incistati nelle loro maschere, che li tengono in vita o da cui dipende la loro vita sociale. Coloro che sono senza maschera, senza armatura né uno scudo sul petto si prendono tutte le frecce, anche quelle non indirizzate a loro. Equilibri nuovi significano nuove strutture, nuove possibilità e al fine, pur con il giogo di una sofferenza infinita, possiamo dire di essere stati fortunati ché la vita ci abbia concesso di essere altro, di vedere oltre gli orizzonti umani dove tutto si ferma e dove tutto muore. Coraggio.

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    1. Grazie! Hai scritto cose bellissime. Vedo che abbiamo esperienze in comune. Fortunatamente, grazie a Dio e grazie anche a me e agli amici che mi hanno aiutato, sono riuscito ad uscire da un loop di ricoveri, la cosiddetta “PORTA GIREVOLE” che mi ha impedito per anni una vita normale e ultimamente mi sto riprendendo la vita. Sono stato fortunato

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