Ornitofobia: cos’è e come affrontarla

Domenica 15 settembre 2002
E-Mail al dott. Angelo Bona
Oggetto: Fobia volatili

Gentile Dottore,
Il mio problema è una fobia verso tutti i volatili che mi porto dietro da bambino e non ricordo da cosa possa essersi originata. Tale paura morbosa del batter d’ali oltre ad impedirmi di vivere serenamente durante il giorno, in particolare quando mi trovo fuori della mia città (per questo motivo sono piuttosto restio a viaggiare), credo sia la conseguenza manifesta e tangibile di un disagio del quale non sono pienamente cosciente ma che mi limita sotto molti altri aspetti “tarpando le ali” alla piena espressione di me stesso. Non so se c’è una relazione con il fatto che sogno spesso di precipitare oppure un senso di angoscia per agorafobia in luoghi freddi.

Per ironia della sorte il destino ha voluto che io amassi perdutamente Venezia città nella quale mi reco ogni anno ma senza poterla mai vivere di giorno e questo mi fa un po’ soffrire.

Ogni volta che ho tentato di attraversare luoghi affollati dai piccioni ho vissuto alcuni degli istanti peggiori che io ricordi essendo di peso anche a coloro che si trovavano con me.

Concluderò dicendo che chiudo gli occhi ogni qual volta in un film Horror si intuisce che sta per esserci una scena di soprassalto specialmente apparizioni di persone morte.

Non ho mai preso psicofarmaci, né sono mai stato da psicologi prima d’ora.
Non ho vergogna o timore ad ammettere che vorrei essere aiutato, anzi sono ben disposto ed aperto verso una possibile terapia.
L’ipnosi mi può aiutare a guarire? Cosa si può fare per me? Vivo a L’Aquila ma non avrei problemi a recarmi a Roma.
Grazie sin da adesso per l’aiuto
Andrea De Petris

Domenica 15 settembre 2002
Mail dal dott. Angelo Bona
Re: Fobia volatili

Caro Andrea,
non credevo fosse così frequente la fobia degli uccelli, ma considerando i numerosi casi che ho seguito devo ricredermi. Molte persone temono i cani, le lucertole, le oche, senza contare gli animali quali i ratti, i ragni, gli insetti verso i quali l’antipatia, per non dire la fobia, è a dir poco generalizzata. Come ho già diverse volte ricordato ho dedicato ad un caso simile al tuo, un capitolo del mio libro Vita nella Vita nel quale tale fobia venne ricondotta alla vita precedente di una bambina ebrea.

La piccola riconobbe sul cappello del nazista che la stava per uccidere l’aquila divenuta per lei metafora di morte. Ritengo si possa percorrere un’ipnosi regressiva a ritroso il tempo e verificare quale radice nascosta abbia la tua paura, ma ti anticipo da subito che si tratterà di una causa esistenziale, legata all’istinto di sopravvivenza in una situazione di pericolo. A Roma ti puoi rivolgere alla Dott.ssa Tavernise Mirella e la sua e-mail la puoi trovare nella sezione SIIR del sito http://www.ipnosiregressiva.it
.
Hitchcock docet.
Buone ali
Angelo Bona

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