Talento creativo e disturbo bipolare

Il disturbo bipolare o maniaco-depressivo colpisce circa 1 persona su 100. È una malattia seria che se non trattata adeguatamente, può causare gravi sofferenze e risultare anche molto invalidante. Si tratta di un disturbo caratterizzato da gravi alterazioni dell’umore, delle emozioni, dei pensieri e dei comportamenti. Chi ne soffre può essere al settimo cielo in un periodo e in fase di disperazione in un altro senza alcuna ragione apparente, passando dal paradiso della fase maniacale all’inferno della fase depressiva che si può ripetere più volte.

Questo è quanto viene analizzato dalla scienza medica, ma quello che mi fa riflettere è che la vita può essere per tutti un po’ così: ci sono momenti più neri decisamente critici dove l’individuo un po’ più emotivo della media cade in un limbo di apatia e intontimento di fronte alla vita, così come altri momenti più solari e positivi dove ti senti più forte, forse solo perché quella mattina, quella settimana o quel mese sei partito col piede giusto. Tutto dipende dall’individuo e da fattori genetici, per non parlare anche di svariate componenti esterne: abuso di droghe e alcool, stress, realizzazione.

Conscio del fatto che debba essere catalogato come disturbo comportamentale invalidante (anche se conservo dello scetticismo soprattutto perché si tratta di un morbo che i cui sintomi sono riscontrabili potenzialmente nell’intera popolazione mondiale), mi interessa e affascina quanto la persona che ne è colpita venga sopraffatta dalla fase maniacale, quella super positiva dove spaccheresti il mondo con un dito, quella in cui sei molto più creativo, quella dove il tuo cervello lavora al massimo delle sue potenzialità e, ovviamente, tutto questo inconsciamente, senza rendertene veramente conto.

MarblesQuesta copertina strampalata è di un libro-fumetto che narra la storia ironica-biografica di una artista che si scontra con la dura realtà del bipolarismo entrando nei particolari più viscerali della patologia psichiatrica. Il riferimento è a Marbles” di Ellen Forney, la cui lettura è fortemente consigliata.

Questo disturbo comportamentale maniaco-depressivo ha una particolarità: da uno studio recente su adolescenti svedesi, si è notato che la patologia colpisce per lo più indivudui ad alto quoziente intellettivo e menti decisamente creative. Mi sono allora divertito ad andare a cercare quanti più artisti famosi fossero colpiti da questo problema invalidante e sopratutto quanti di questi fossero poi morti suicidi.

Partiamo dai più lontani cronologicamente. Un figura emblematica e decisamente problematica fu quella del pittore Vincent Van Gogh il quale soffriva spesso di disturbi dell’umore fino a essere costretto all’internamento in ospedale psichiatrico. Sopratutto agli inizi della sua carriera, dalla sua arte pittorica fuoriuscivano il suo malessere interiore e il suo estro tipico di chi ha una sensibilità decisamente fuori dal comune. Sulla presunta pazzia di Van Gogh, nel suo ultimo album Museica, Caparezza ha anche “dipinto” una canzone: “Mica Van Gogh“.

Le opere del compositore tedesco Richard Wagner, viste e psicoanalizzate ai tempi nostri dagli studiosi, mostrano come il contrapporsi di musiche cupe con altre più briose e sfavillanti poteva identificare in lui la possibilità di soffrire di un qualche disturbo bipolare. Altri personaggi storici come Napoleone Bonaparte, Winston Churchill e Giacomo Leopardi pativano di questo disturbo psichiatrico invalidante.

Anche ai tempi nostri non mancano gli esempi di grandi geni bipolari. Uno dei personaggi che ha descritto meglio il sintomo depressivo di questa patologia è Kurt Cobain, attraverso la sua musica e con la canzone “Lithium“, psicofarmaco usato per curare i disturbi umorali. Assieme a lui possiamo citare altri svariati artisti: Axl Roses frontman dei Guns&Roses, Ben Stiller attore comico statunitense, Mike Tyson noto pugile americano, gli italiani Vittorio Gassman e Indro Montanelli e persino Robin Williams, geniale e amatissimo attore morto suicida nel 2014.

 

di Glauco Flori – Fonte: Yuri.it

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