Parla il liceale sottoposto a Tso per non aver indossato la mascherina a scuola

Nel silenzio generale dei media, per non riaprire una vicenda davvero choc, domenica 9 maggio è stato dimesso lo studente diciottenne dell’istituto Olivetti di Fano che era stato sottoposto a TSO il 5 maggio per essersi rifiutato di indossare la mascherina. La scadenza formale del TSO era fissata inizialmente per oggi, mercoledì 12 maggio. Il ragazzo si era incatenato simbolicamente ad un banco per protestare contro l’obbligo di portare la mascherina in classe. Da lì l’arrivo delle forze dell’ordine, il prelievo forzato e il ricovero in psichiatria. Roba dell’altro mondo.

Continua a leggere “Parla il liceale sottoposto a Tso per non aver indossato la mascherina a scuola”
Featured post

Studente rifiuta mascherina in classe, ricoverato in psichiatria

Un ragazzo di 18 anni, studente dell’istituto Olivetti di Fano, è stato prelevato ieri mattina dalle forze dell’ordine e portato in ospedale perché si rifiutava di indossare la mascherina in classe. Il giovane avrebbe creato tensione in classe dicendo a docenti e compagni che la norma che impone l’utilizzo della mascherina «è incostituzionale», arrivando persino a incatenarsi a un banco. Un vero e proprio atto dimostrativo, guidato – pare – dai precetti contenuti in un opuscolo scritto da quello che lui chiamava «il costituzionalista». Dopo due ore di trattative, l’arrivo di un’ambulanza e di una macchina della polizia, il 18enne è stato prelevato da scuola e accompagnato dagli agenti in ospedale. 

Photo by marco fileccia on Unsplash

Featured post

La morale del coprifuoco

«Francesco stasera non sa dove andare, cammina verso il porto per gridare: voglio vedere il mare» (Tricarico, “A Milano non c’è il mare”)

di Gian Marco Mancassola – fonte: il Giornale di Vicenza – E intanto sono cinque mesi. Cinque mesi di coprifuoco, cinque mesi di mezze sere, di notti interrotte. Per durata è la restrizione più resistente: supera di molto il lockdown o le zone gialle, arancioni e rosse. E va tutto bene, o almeno sembra. Intendo: a nessuno pare interessare più di tanto. Fateci caso: in questi mesi abbiamo letto di proteste per ogni restrizione, dalla didattica a distanza ai ristoranti, dagli estetisti ai teatri. Nessuno è mai sceso in piazza contro il coprifuoco. È come se intorno al coprifuoco fosse stato trovato un tacito accordo tra chi governa e chi è governato: ok, questo sciroppo è amaro, ma meno di altri, ce lo beviamo senza fiatare.

Continua a leggere “La morale del coprifuoco”
Featured post

Al laboratorio analisi cliniche

Laboratorio di analisi cliniche bloccato per mezz’ora perché la coppia di clienti anziani proprio davanti a me (ero in fila per degli esami propedeutici al certificato sportivo) non è riuscita a capire quali esami il nipote gli avesse consigliato prima di fare il vaccino

– Ma vostro nipote è medico? Chiede loro l’infermiera alla reception.

– No, però è biologo

– E dunque quali esami vi ha consigliato?

– Questi qua. Dice l’uomo, mostrando un foglio di carta stropicciato. Sono esami importanti no?

– Veramente – valuta l’infermiera – sono esami che lasciano il tempo che trovano in chi è tendenzialmente sano. Però mi rendo conto che sono in molti a richiederli di questi tempi. Specie dopo tutti questi programmi di approfondimento che si vedono in tv o si leggono on line. Devo però avvertirvi che si tratta di esami genetici, dunque non è sicuro che le risposte arrivino in tempo utile

– E allora, dottoressa, lasci stare. Non fa niente. Mi faccia una nota di credito così mi riprendo i soldi. Non si arrabbi, però

– Non sono arrabbiata con voi – puntualizza l’infermiera – è solo che queste situazioni di capitano oramai ogni giorno

– Certo la nostra è una psicosi. Ammettono i due

(Bei tempi quando l’ultimo posto per affrontare una psicosi era un laboratorio di analisi cliniche)

Featured post

Shoganai

Non c’è nulla da fare. Ti sarà stato detto molte volte a fronte di una situazione più grande di te, dove ormai qualsiasi tuo intervento sarebbe stato inutile. Shoganai descrive proprio il fatto di accogliere quando alcune situazioni sono più grosse di noi e l’unica cosa da fare è accettarle per quanto difficili possano essere. Qualcosa che assomiglia anche alla “radicale accettazione” di radice buddista. Un concetto che è anche un paradosso: è proprio quando inizi ad accettare la realtà così com’è che tutto cambia

Featured post

A Matter of the Mind

Dopo quasi 30 anni, il portale Pearljamonline.it ha trovato gli audio sample utilizzati da Eddie Vedder in Hey Foxymophandlemama, That’s Me, il brano più sperimentale dei Pearl Jam.

Hey Foxymophandlemama, That’s Me, nota anche come Stupid Mop, è la quattordicesima canzone del terzo album dei Pearl Jam, Vitalogy, registrata dal gruppo con Jack Irons e composta utilizzando samples di voci di persone ricoverate in ospedali psichiatrici.

Continua a leggere “A Matter of the Mind”
Featured post

Beati gli inquieti, il romanzo-reportage di Redaelli

Si può costruire sul deserto? Si può abitare la follia per definirne le geometrie? Quella stessa follia che Stefano Redaelli ha scelto di guardare da vicino. Professore di Letteratura italiana alla facoltà di “Artes Liberales” dell’Università di Varsavia, esce in libreria con Beati gli inquieti. Un libro che arriva dopo un lungo trascorso all’interno di una struttura psichiatrica di Lanciano, in Abruzzo, con il proposito di riuscire a raccontare senza filtri la vita degli ospiti che ha conosciuto, la follia nella sua immediatezza e spontaneità.

Un avvincente romanzo-reportage, dove realtà e finzione si incontrano a restituire un’immagine verosimile delle strutture di cura, che ancora oggi sembrano accogliere qualche “matto” solo per dare alle persone fuori l’impressione di essere sane. Anche i nomi di persone e luoghi sono alterati, ma la trama non si allontana molto da quello che è successo nella realtà: Casa delle Farfalle è il nome della struttura psichiatrica a cui Antonio, ricercatore universitario, si rivolge.

Continua a leggere “Beati gli inquieti, il romanzo-reportage di Redaelli”
Featured post

Il boia uccide Lisa

Eseguita negli Usa la condanna a morte di Lisa Montgomery, dopo il via libera della Corte suprema.

Si tratta della prima esecuzione federale di una detenuta negli Usa da quasi settant’anni. La sua esecuzione era stata sospesa il 12 gennaio per consentire una perizia psichiatrica, circostanza che aveva fatto sperare in uno stop della pena capitale.

Nessuna detenuta federale veniva uccisa dal 1953. La 52enne è stata dichiarata morta dopo un’iniezione letale nel carcere di Terre Haute, Indiana. È l’undicesima persona detenuta a essere uccisa con iniezione letale da quando a luglio il presidente Donald Trump, sostenitore della pena di morte, ha ripristinato le esecuzioni federali dopo 17 anni di sospensione.

Continua a leggere “Il boia uccide Lisa”
Featured post

“Non si sentono altro che numeri”

“Insomma credete davvero che siamo tutti stupidi?! L’allerta permanente, alla lunga, ottiene l’effetto contrario come nella famosa storia di “Al lupo, al lupo”.

La sicurezza non esiste, a nessun livello ed a nessun titolo, e, cionondimeno, è necessario vivere, lavorare, andare a scuola, fare le cose di tutti i giorni, viaggiare, riposarsi. Non si sentono altro che numeri che si contraddicono e che sono anche molto noiosi.
Mentre “giocate” ai bollettini, la vita continua senza di voi.
Ogni giorno che passa restate più indietro.

Continua a leggere ““Non si sentono altro che numeri””
Featured post

“Negazionisti”

È una vecchia e cattiva abitudine italiana quella di etichettate tutto e tutti, senza alcun interesse di confrontarsi con quello che, anche se a volte strumentalizzato, possa essere solo un modo diverso di guardare allo stesso problema.

Partiamo da questo punto di vista, condiviso – e, per carità, anche condivisibile – qualche giorno fa dal giornalista Giampaolo Arduini: tutti i negazionisti, della Covid come della peste nel Manzoni, in realtà incarnano l’estremizzazione della paura il terrore è tale che fa più comodo pensare che il fatto non esista, è un meccanismo ben noto agli psicologi. “Ed è però anche segno della stanchezza delle persone di fronte a una seconda ondata”, prosegue il collega, “all’inizio va bene anche fare l’immane sacrificio del lockdown, ma poi il ripetersi della stessa situazione psicologicamente sconvolge, quando la cosa sembrava finita è ripartita”.

Continua a leggere ““Negazionisti””
Featured post

Disabilità al tempo del Covid / 2 – Centri diurni

«Cos’è l’autunno secondo noi? L’autunno, secondo noi, è vento, zuppa, castagne, freddo, mandarini, colori, pioggia, zucca, Halloween e uva pizzutella». All’Aquila, il piccolo laboratorio del centro diurno dell’Aptdh si riempie di foglie colorate da attaccare su un cartellone bianco a corredo del “brainstorming” autunnale. Ora lavori manuali, ora muffin salati da preparare e le giornate vanno avanti anche in questo tempo così strano.

Continua a leggere “Disabilità al tempo del Covid / 2 – Centri diurni”
Featured post

Disabilità al tempo del Covid / 1 – Autismo

Urgente, immediato sostegno per alcuni ragazzi autistici intrappolati in casa all’Aquila con i genitori Covid positivi e in difficoltà». L’appello arriva da Marco Valenti, direttore del Centro di riferimento regionale per l’autismo all’ospedale San Salvatore. Attraverso i suoi canali social, il professor Valenti giudica necessaria «una risposta istituzionale da regime emergenziale, che metta in priorità la vita dei ragazzi. Prego chiunque rivesta incarichi pubblici e funzioni organizzative sul territorio, sia in ambito sociale che di volontariato, di entrare in contatto con noi e affrontare il problema».

Continua a leggere “Disabilità al tempo del Covid / 1 – Autismo”
Featured post

Bias ed euristiche: cosa sono e come riconoscerli

bias cognitivi sono costrutti fondati, al di fuori del giudizio critico, su percezioni errate o deformate, su pregiudizi e ideologie; utilizzati spesso per prendere decisioni in fretta e senza fatica.

Bias è un termine inglese, che trae origine dal francese provenzale biais, e significa obliquo, inclinato. Questo termine, a sua volta trae origine dal latino e, prima ancora, dal greco epikársios, obliquo. Inizialmente, tale termine era usato nel gioco delle bocce, soprattutto per indicare i tiri storti, che portavano a conseguenze negative. Nella seconda metà del 1500, il termine bias, assume un significato più vasto, infatti sarà tradotto come inclinazione, predisposizione, pregiudizio.

Bias ed Euristiche

Continua a leggere “Bias ed euristiche: cosa sono e come riconoscerli”
Featured post

Tom Rivett-Carnac: il futuro e le nostre scelte

“Davvero gli umani agiscono attentamente e in modo duraturo su un problema di primaria importanza solo quando sentono di avere un alto livello di controllo? Guardate queste immagini. Queste persone sono operatori sanitari e infermieri che hanno aiutato l’umanità ad affrontare il coronavirus che si è diffuso nel mondo come pandemia, negli ultimi mesi. Queste persone possono forse impedire la diffusione della malattia? No.

Possono evitare che i loro pazienti muoiano? Per alcuni hanno potuto evitarlo; ma per altri no, perché era fuori dal loro controllo. Questo rende il loro contributo inutile e insensato? È offensivo anche solo pensarlo. Quello che fanno è prendersi cura di altri umani come loro nel loro momento di maggiore vulnerabilità.

Continua a leggere “Tom Rivett-Carnac: il futuro e le nostre scelte”
Featured post

Il manifesto dei cervelli ribelli

Chi sono i cervelli ribelli? Gianluca Nicoletti ci racconta la sua storia personale e di come una situazione apparentemente limitante si sia rivelata occasione per una inaspettata consapevolezza di se stesso.

Protagonista è la sua capacità di interpretare l’esperienza di genitore di un ragazzo autistico come slancio verso una lettura nuova e dissacrante del proprio valore e del proprio essere al mondo.

Nicoletti propone di guardare alla diversità come altra capacità di relazionarsi e conoscersi, al di fuori di ogni comoda omologazione. Il racconto che ci regala, a tratti pungente e sarcastico, in realtà disvela un pensiero estremamente positivo e costruttivo.

Continua a leggere “Il manifesto dei cervelli ribelli”
Featured post

La lotta contro quel male oscuro

All’inizio di luglio, Stefano Ratini il fondatore di questo blog è andato via. Questo è il ricordo straziante, ma anche l’appello di Maurizio Pietropaoli, il cui impegno è stato determinante alla nascita di questo spazio.

Stefano dovevi essere il protagonista della storia che io Stefano Ianni e un noto critico stavamo pensando. Non hai visto il documentario. Con Federica Cassella abbiamo girato per ben otto mesi tra un festival e l’altro. Questo blog, presente-mente è stato ideato da te. Sono contento di essere riuscito a darti l’impulso per farlo partire. Ricordi? Tutto è nato tra le mura della nostra associazione, nel cui giardino avremmo dovuto fare la presentazione. Quel giorno piovve. Però il blog partì lo stesso. Ma che ne sa la gente del male oscuro, dei nostri istinti malefici senza le dovute cure. Il tuo ricostituente l’avresti dovuto fare il tre. Poche ore prima è finito tutto. Poco dopo che ci siamo sentiti. Avresti dovuto preparare la valigia. Lì non ti hanno saputo aiutare. Anzi, chissà come era il reparto lì. Qui di sicuro avresti trovato la vita, da quando te ne sei andato io ho preso il tuo vecchio posto da cocainomane.

Continua a leggere “La lotta contro quel male oscuro”
Featured post

New York, polizia incappuccia un afroamericano con disturbi mentali che muore per asfissia

Un nuovo video choc arriva dall’America. Un afroamericano di 30 anni con disturbi mentali che correva nudo per strada a Rochester, sobborgo alle porte di New York, è morto asfissiato dopo che gli agenti che lo avevano fermato lo hanno ammanettato mettendogli poi un cappuccio e premendo il suo viso sull’asfalto per almeno due minuti. La morte è sopravvenuta sette giorni dopo in ospedale, dove l’uomo era stato ricoverato in fin di vita. L’episodio risale al 30 marzo, ma solo ora la famiglia ha diffuso le immagini.

Featured post

Niente sedute dallo psichiatra per Coronavirus: ragazza si arrende

Una ragazza inglese di 19 anni si è tolta la vita a causa della pandemia di Covid-19. Georgia Gallaway, questo il nome della giovane, soffriva di problemi di salute mentale da diversi anni, e non ha retto all’annullamento forzato (causa Coronavirus) degli incontri dal vivo con il proprio psichiatra. Gli incontri sono stati infatti sostituiti con quelli telefonici. Dall’altra parte della cornetta però non c’era il suo psichiatra, ma uno “sconosciuto”. Questo cambiamento, secondo quanto riferito dalla madre della ragazza, Sophie Alway, ha generato una spirale discendente che ha portato Georgia a togliersi la vita lo scorso luglio.

“C’è stato pochissimo aiuto e, a causa del lockdown, qualsiasi aiuto ha ottenuto è stato per telefono. Come molti adolescenti, Georgia ha faticato moltissimo a parlare, figuriamoci al telefono con uno sconosciuto che non poteva vedere. Era così delusa – ha raccontato la donna al Sun -. Non incolpo nessuno, ma è stato un fallimento del sistema. Le cose devono cambiare e la vita dei nostri figli è importante”. Sophie, 38 anni, ha poi aggiunto: “Voglio costruire un enorme sistema di supporto in modo che i bambini abbiano sempre qualcuno a cui rivolgersi. Non voglio che altri giovani si sentano così tristi e soli da pensare che il suicidio sia la loro migliore o unica opzione”.

“Georgia era la persona più divertente che potresti incontrare, faceva costantemente piccoli balli e cercava sempre di far ridere la gente, così tante persone si sono fatte avanti da quando è morta per dirmi come li ha aiutati nei momenti difficili – ha aggiunto -. Ma non si è mai veramente confidata con nessuno dei suoi, pensava che ci fosse qualcosa che non andava in lei. Non sentiva che i suoi problemi erano ‘abbastanza gravi’ per parlarne con qualcuno, e si arrabbiava con se stessa per come si sentiva”.

Fonte: Tpi

Featured post

Ramadan e coprifuoco, come comportarsi?

Nel mese sacro, fatti, si recita la preghiera del Taravih, all’interno della moschea o luoghi di culto in congregazione subito dopo la preghiera all’Isha (ultima delle cinque preghiere giornaliere che ad oggi in Italia si recita poco dopo le 21) è una preghiera molto rilevante in quanto si svolge di notte.

Di fronte ai dubbi dei fedeli musulmani, il presidente dell’associazione culturale Rilindja, Abdula “Duli” Salihi, membro del tavolo interreligioso all’Aquila, si è messo in stretto contatto con l’ Ucoii (Unione delle Comunità Islamiche d’Italia) in particolar modo con la vicepresidente Nadia Bouzekri, per riportare decisioni prese da incontri istituzionali a livello nazionale.

Continua a leggere “Ramadan e coprifuoco, come comportarsi?”

Last Tango, geometrie improbabili della notte

La notte che ci avvolge, la notte che ci accoglie, la notte che ci attira e che ci spaventa. La notte dalle geometrie improbabili, la notte dove tante cose sono possibili, nel che ci fa paura, ma che è l’unico posto in cui in cui riconosciamo quei piccoli angoli di luce che ci permettono di guardare avanti, guardare oltre.

“Last Tango” parla di questo. Una canzone concepita a  a fine anni Novanta da Fabrizio Dell’Isola e Fabio Iuliano ma solo di recente elaborata con un arrangiamento originale dagli Yawp e lanciata sugli store digitali insieme a un videoclip ideato da Antonello Del Coco e prodotto da Morra! 

Lo scorso anno, durante il lockdown, gli Yawp avevano appena fatto girare un arrangiamento incompleto, a causa delle misure di sicurezza che avevano determinato la chiusura degli studi di registrazione. 

Continua a leggere “Last Tango, geometrie improbabili della notte”

In carcere nudo, con la luce sempre accesa e senz’acqua

La «liscia», così la chiamano al carcere Lorusso e Cutugno. Non è una cella come le altre: è la numero 150 e si trova all’interno del Sestante, il reparto psichiatrico. Una stanza completamente vuota, priva di mobili e suppellettili. Le uniche parvenze di arredo sono un materasso, una coperta e il bagno a vista con lo scarico attivato dall’esterno. M., 24 anni, nella «liscia» avrebbe dovuto trascorrere solo poche notti, invece vi sarebbe rimasto per molto più tempo: oltre i limiti stabiliti dai regolamenti. «È rimasto nudo, con la luce sempre accesa e senza acqua corrente», denuncia il padre.

Continua a leggere “In carcere nudo, con la luce sempre accesa e senz’acqua”

Blog su WordPress.com.

Su ↑