“Geneticamente inferiori”, lo sterminio di malati psichiatrici e disabili

Entrando nel Palazzo di giustizia di Milano, sbuffando per la coda ai controlli del metal detector, una signora si chiede: «Con tanti posti, proprio qui dovevano allestire la mostra?». La risposta arriva poco dopo, dalle parole della senatrice a vita Liliana Segre che, nel suo messaggio di saluto per l’inaugurazione dell’esposizione “Schedati, perseguitati, sterminati – Malati psichiatrici e disabili durante il nazionalsocialismo”, afferma: «Avete scelto di svolgere questa mostra in un luogo tremendamente evocativo, il Tribunale di Milano, quello stesso tribunale dove furono applicate le leggi antiebraiche del 1938 che io e la mia famiglia abbiamo subito». E allora: sì, la risposta alla domanda della signora in coda è «sì, proprio qui dovevano allestire la mostra». Continua a leggere ““Geneticamente inferiori”, lo sterminio di malati psichiatrici e disabili”

La Strada di Fellini a 100 anni dalla nascita

Chissà come racconterebbe, Federico Fellini, l’Italia del Duemilaventi. Forse in modo diverso da come raccontò il Paese del Dopoguerra attraverso la lente sfocata degli ultimi anni del neorealismo, volutamente offuscata da un parterre fatto di gente bizzarra, comune, quasi circense nel suo modo di affrontare, non sempre in modo cosciente, la vita in tutte le sue sfaccettature. Continua a leggere “La Strada di Fellini a 100 anni dalla nascita”

Rinchiuse perché diverse con il pretesto della pazzia

Rinchiuse perché diverse, donne ribelli che non volevano piegarsi alle rigide regole del ventennio fascista. A quarant’anni dalla legge Basaglia, che ha sancito la chiusura dei manicomiAnnacarla Valeriano, racconta le storie e i volti di chi in quei luoghi ha racchiuso la propria esistenza.

Si chiama Malacarne. Donne e manicomio nell’Italia fascista (edito da Donzelli) e come si legge tra le sue pagine dà voce a tutte le recluse che venivano definite pazze, ‘diverse e squilibrate’, inadatte a ‘vivere una vita ragionevole’, come imponeva il regime. Continua a leggere “Rinchiuse perché diverse con il pretesto della pazzia”

L’uomo bipolare e la coscienza indaco

Il labirinto della mente non possiede uscite, è un serpente che si morde la coda, un luogo a chiusura stagna da cui non esistono pertugi di fuga. Ah, la solitudine di sentirsi vivo in un mondo di morti!. Qual è il senso reale della vita moderna? Qual è lo scopo ultimo dell’esistenza umana? La famiglia degli uomini dovrà continuare a giocare in eterno nel grande  paese dei balocchi tecnologici per ottenere beni materiali a più non posso? Qualcosa non va in questo stato di cose e sento il fuoco della ribellione ribollire nelle mie vene, poiché sono un Uomo!

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Lo stigma che diventa arte: l’omaggio di The Vision ad Alda Merini

Dieci anni fa moriva la poetessa milanese Alda Merini, una donna che ha attraversato il Novecento subendo tutte le umiliazioni che quel secolo ancora imponeva a chi soffriva di disturbi mentali. Merini patì in questo senso un doppio calvario, colpevole di essere malata di mente e per di più donna. Nonostante tutto, però, “la poetessa dei Navigli” elaborò la sua esperienza drammatica riuscendo a elevare le sue sofferenze al livello dell’arte grazie alla poesia. Continua a leggere “Lo stigma che diventa arte: l’omaggio di The Vision ad Alda Merini”

Salute mentale: Osservatorio permanente in Abruzzo

In seguito ad un percorso di confronto e condivisione di intenti e obiettivi comuni, è stato istituito in Abruzzo, a livello regionale, un Osservatorio permanente per la Salute Mentale. Ne fanno attualmente parte le associazioni Altri Orizzonti, Arci Comitato Regionale Abruzzo – Molise, 180amici L’Aquila, Cosma e Percorsi e i sindacati Cgil Abruzzo – Molise, Cisl Abruzzo – Molise e Uil Abruzzo ma resta aperto a nuove adesioni. Continua a leggere “Salute mentale: Osservatorio permanente in Abruzzo”

Il sogno di Mohammed el-Magrebi

Mohammed el-Magrebi abitava al Cairo, in una casetta dove c’era un giardino con al suo interno un fico e una fontana. Era povero. S’addormentò e sognò un uomo che gli diceva: “La tua fortuna è in Persia, a Isfahan… troverai un tesoro, vai!”.

Mohammed si svegliò e partì di corsa. Dopo mille pericoli arrivò a Isfahan. Qui, mentre cercava da mangiare, stanco morto, venne scambiato per un ladro. Lo picchiarono con canne di bambù e quasi morto venne incarcerato. Continua a leggere “Il sogno di Mohammed el-Magrebi”

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