La resilienza che viene dalla terra, incontro con Aspic e Protezione civile

Dalla terra che ferisce alla terra che è fonte di rinascita. Questo il tema del confronto promosso da Claudia Montanari, presidente e co-fondatore con Edoardo Giusti dell’Aspic (Associazione per lo sviluppo psicologico dell’individuo e della comunità) e Ugo Gentile, responsabile delle Emergenze dell’associazione di protezione civile Prociv – Italia Camelot – Him.
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La nostra goccia, nel segno di Basaglia

Un anno fa, nel giorno del quarantennale della legge Basaglia, decidemmo di lanciare questo blog. Un omaggio – tributo a quella “misura legislativa” di un movimento culturale, sociale e politico che sanciva la chiusura di quei luoghi di contenzione disumani che furono i manicomi, ma che – soprattutto – gettò le basi per un’attenzione diversa ai disturbi mentali. Continue reading “La nostra goccia, nel segno di Basaglia”

Depressione, ansia, bipolarismo ed equivoci

Ancora oggi, siamo in tanti a non saper accettare il cosiddetto male dell’anima. Forse perché per la maggior parte dei casi i loro sintomi non sono fisicamente visibili. Siamo così abituati a credere in ciò che possiamo vedere coi nostri occhi, che tutto ciò che non può essere visto rimane solo un dubbio, per noi, o peggio ancora per qualcosa che in realtà non esiste. Continue reading “Depressione, ansia, bipolarismo ed equivoci”

Milioni di euro in ansiolitici ma niente psicologo

Gli italiani hanno più paura della psicoterapia che degli psicofarmaci. In un Paese dove ammettere di essere in terapia da uno psicologo o uno psichiatra è ancora considerato un tabù, gli psicofarmaci sono diventati una scorciatoia per combattere i disturbi mentali. Secondo uno studio condotto dall’Istituto di Fisiologia Clinica del Cnr, circa sette milioni di italiani tra i 15 e i 74 anni – il 15,1% della popolazione – ne fanno uso almeno una volta nel corso dell’anno. Questa percentuale non tiene conto del consumo di psicofarmaci senza prescrizione, come quelli comprati sul mercato nero, soprattutto dagli adolescenti. Il boom del consumo, legale e illegale, va affrontato senza pregiudizi e disinformazione, considerando che anche tra i politici l’argomento è del tutto ignorato. Continue reading “Milioni di euro in ansiolitici ma niente psicologo”

L’Aquila, Giorgio Marchesi e i traumi post-sisma

Tra i protagonisti della fiction “L’Aquila – Grandi Speranze” di Marco Risi,  in onda su Rai 1 da martedì 16, c’è Giorgio Marchesi. L’attore bergamasco interpreta Franco Basile uno psichiatra che lavora in una struttura sanitaria del capoluogo. Lui e sua moglie – il personaggio di Donatella Finocchiaro – devono affrontare un dramma nel dramma: dopo il sisma la loro figlia è sparita misteriosamente. Continue reading “L’Aquila, Giorgio Marchesi e i traumi post-sisma”

Cinema, Lo Spiraglio omaggia Bentivoglio

Lo Spiraglio Film Festival della salute mentale conferma il suo scopo, ovvero di raccontare il mondo della salute mentale nelle sue molteplici varietà, attraverso le immagini.

L’obiettivo è quello di avvicinare un vasto pubblico alla tematica, di contrastare lo stigma, di fare promozione della salute e permettere a chi produce audiovisivi, dedicati o ispirati all’argomento, di mettere in evidenza risorse creative e qualità del prodotto. Il festival presenterà lavori realizzati sia dai centri di produzione integrata (centri che lavorano sul disagio psichico) che dai videomaker ed è diviso in una sezione dedicata ai cortometraggi e una ai lungometraggi, con una significativa presenza, mai come questo anno, anche di produzioni provenienti dall’estero, che trattano il tema della salute mentale, in modo esplicito o simbolico, con risultati validi e originali, spaziando in vari generi dal documentario alla commedia, dall’animazione al thriller.

Tra i protagonisti del festival anche l’attore Fabrizio Bentivoglio a cui è stato assegnato un riconoscimento come regista e sceneggiatore. Continue reading “Cinema, Lo Spiraglio omaggia Bentivoglio”

Lithium 48, lo sguardo di Selene Luise

di Selene Luise – Tutti hanno dei crucci con cui fare i conti, nel corso della vita. Anche io ne ho uno che mi porto dietro dall’infanzia: quello di non riuscire a capire il mondo. Ho sempre avuto la sensazione che questo pazzo mondo in cui viviamo, che negli ultimi anni ha aumentato sempre di più la velocità dei suoi ingranaggi, parlasse un linguaggio a me sconosciuto che, per qualche misterioso motivo, tutti sembravano comprendere, tranne me. Ho cercato la soluzione ai suoi enigmi nei miei studi, nelle mie letture e, da ultimo, nei miei scritti. E le ho trovate. Ne ho appreso i meccanismi come quando si impara ad usare un computer nuovo, o a guidare una macchina. Tuttavia il senso di smarrimento non è mai sparito del tutto.

Lo stesso smarrimento che ho visto in Simone, il protagonista del libro che mi accingo a recensire. Simone è un giovane musicista e blogger che, per lavoro, si trasferisce a Parigi ed è convinto di essere inseguito dalle telecamere. Il suo turbamento arriva a tal punto da condurlo a essere rinchiuso in una stanza completamente bianca, in un posto che di bianco ha persino il nome. Un bianco accecante, fatto per annientare i sensi. Assordante nonostante il fatto che sia un colore anziché un suono. E’ il più subdolo dei colori, il bianco, perché si presta alle più contraddittorie interpretazioni. Se da un lato può rappresentare la purezza, dall’altro può anche voler dire smarrimento, ansia. Qualcuno ha detto che potrebbe essere il colore del nulla.

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